Abitazione contesa Una figlia: «Spetta anche a me»
FOSSACESIA. «Se su decisione del giudice io e i miei figli saremo sfrattati da quella casa che è anche mia, non andremo via perché sono comproprietaria dell’immobile che era della mia povera mamma...
FOSSACESIA. «Se su decisione del giudice io e i miei figli saremo sfrattati da quella casa che è anche mia, non andremo via perché sono comproprietaria dell’immobile che era della mia povera mamma morta dopo sofferenze nel 2009». È lo sfogo di una donna 42enne di Fossacesia, laureata in filosofia ma precaria, che si è ritrovata senza casa perché in seguito a un matrimonio fallito, aveva deciso di abbandonare l’abitazione coniugale prendendo in affitto un mini appartamento. Per alcuni mesi è riuscita a pagare il canone mensile ma poi non ce l’ha fatta più e ha disdetto la casa. «Non potevo permettermela più», racconta la donna, «o davo da mangiare ai miei figli o pagavo casa. Ho deciso così di entrare nell’appartamento più piccolo della mia famiglia, rimasto vuoto: all’altro alloggio più grande abita mio fratello. Degli immobili siamo comproprietari in tre: io, mio fratello e mio padre».
Ma il 15 luglio scorso il padre, che abita all’estero, le ha fatto scrivere dall’avvocato: con la sua nuova compagna si appoggia a quella casa «lasciata vuota da me perché non ne avevo necessità. Ma l’immobile lo ha acquistato mia madre e c’è anche il testamento». (l.c.)
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