Abusi dentro casa sulle figliastre: condannato a sei anni e due mesi

9 Novembre 2023

Un 53enne teatino è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale e corruzione di minorenneL’inchiesta dei carabinieri è scattata dopo lo sfogo con la madre delle ragazzine di 12 e 14 anni

CHIETI. Sei anni e due mesi di carcere per aver abusato delle due figliastre minorenni. È la condanna inflitta dal giudice Andrea Di Berardino a un teatino di 53 anni, riconosciuto colpevole dei reati – entrambi aggravati – di violenza sessuale e corruzione di minorenne. La sentenza è arrivata con il rito abbreviato: significa che l’imputato, assistito dall’avvocato Roberto Serino, ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. Sugli episodi, avvenuti tra febbraio 2020 e febbraio 2022, hanno indagato i carabinieri della stazione di Chieti Scalo. L’uomo dovrà anche risarcire le vittime in separata sede: è stata nel frattempo disposta una provvisionale di 20.000 euro a testa. Il procuratore Giampiero Di Florio aveva sollecitato cinque anni di reclusione.
IL RACCONTO CHOC
La delicata vicenda è venuta a galla quando le due sorelle di 12 e 14 anni non hanno più retto il peso di ciò che era avvenuto e si sono sfogate con la madre, che conviveva con il cinquantatreenne e ha troncato la relazione sentimentale. Le turpi attenzioni del patrigno hanno segnato le due vittime: in un caso, ai problemi di rendimento scolastico, si è aggiunta anche la depressione.
LE INDAGINI
Dopo la denuncia presentata ai carabinieri e le prime indagini, le ragazzine sono state ascoltate nel corso di un incidente probatorio, ovvero lo strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo potrebbe mettere a rischio. E in aula, davanti al giudice e con il sostegno di una psicologa, le minorenni non solo hanno confermato le accuse ma hanno anche aggiunto altri dettagli che hanno aggravato ulteriormente la posizione dell’imputato.
LE ACCUSE
In base alla ricostruzione dell’accusa (il pm titolare del fascicolo è Marika Ponziani), il patrigno in più occasioni si è avvicinato «proditoriamente» alle vittime, «bloccandole contro un muro all’interno dell’appartamento di comune abitazione», per poi palpeggiarle nelle parti intime. È scattata anche l’accusa di corruzione di minorenne perché, sempre in più circostanze, l’uomo si sarebbe reso protagonista di atti di autoerotismo nella propria camera da letto, lasciando intenzionalmente la porta aperta affinché la ragazzina più piccola potesse assistere a ciò che stava facendo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 15 giorni. È scontato il ricorso in appello.