Abusi sessuali al parco fluviale: il 15enne conferma tutte le accuse

17 Luglio 2021

CHIETI. In poco più di un’ora, davanti al giudice Andrea Berardino, ha confermato tutte le accuse. Ha parlato ieri in aula il quindicenne abusato sessualmente da Enrico Scarinci, 50 anni di Crecchio,...

CHIETI. In poco più di un’ora, davanti al giudice Andrea Berardino, ha confermato tutte le accuse. Ha parlato ieri in aula il quindicenne abusato sessualmente da Enrico Scarinci, 50 anni di Crecchio, agli arresti domiciliari dallo scorso 21 giugno. Il ragazzino è stato ascoltato in «ambiente protetto» nell’ambito dell’incidente probatorio voluto dal pm Marika Ponziani per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo potrebbe mettere a rischio.
In base alla denuncia, Alessandro (nome di fantasia) viene contattato su “Romeo”, un sito di incontri, da un utente che si fa chiamare Dino e ha come immagine del profilo quella di un giovane di 18, al massimo 19 anni. I due si accordano per un appuntamento, il pomeriggio del 7 giugno. A un certo punto Alessandro ci ripensa e vuole disdire. Ma l’interlocutore lo minaccia, dicendo al quindicenne che rivelerà la sua omosessualità ai genitori. Il ragazzino va nel panico e si sente costretto ad accettare l’appuntamento nel parcheggio della chiesa del Tricalle. Qui scopre che le sue paure sono fondate, perché alla guida della macchina trova un cinquantenne. Alessandro è terrorizzato: temendo che quell’uomo possa concretizzare le minacce, accetta di salire sull’auto. Scarinci si dirige al parco fluviale, l’area verde abbandonata alle spalle del centro commerciale Megalò. Per la vittima, costretta ad avere un rapporto sessuale, sono attimi di terrore. Dopo un po’, però, Scarinci è costretto ad andare via perché arriva un’altra auto e, probabilmente, ha paura di essere scoperto. Passa ancora qualche minuto e il cinquantenne, che viaggia ad alta velocità, in via Casalbordino finisce contro l’utilitaria guidata da una donna. Alessandro approfitta dell’incidente per catapultarsi fuori dall’auto, scappare e raggiungere la caserma dei carabinieri.
L’indagato, difeso dall’avvocato Antonio Tenaglia, nega con forza che abbia avuto rapporti sessuali con il quindicenne. La vittima è assistita dall’avvocato Antonio Di Blasio. (g.let.)
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