Abusi sessuali e video a luci rosse: arrestato un operaio di 56 anni

Finisce in carcere un uomo che vive a Lanciano, lavora ad Atessa ed è originario della Campania: ha reso un inferno la vita di una casalinga. Scattano le perquisizioni: sequestrati dispositivi elettronici
CHIETI. È accusato di aver perseguitato una casalinga, per più di dieci anni, anche attraverso immagini e video con contenuti sessualmente espliciti. Un operaio di 56 anni, residente a Lanciano, dipendente di un’azienda di Atessa e originario della Campania, è stato arrestato dai carabinieri: deve rispondere di violenza sessuale, stalking e lesioni personali aggravate. Adesso è rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino su richiesta della procura irpina. L’identità dei protagonisti della vicenda e molti particolari non possono essere pubblicati a tutela esclusiva della vittima degli odiosi reati, alla quale va garantito l’anonimato.
LA DENUNCIA
Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate dopo la denuncia presentata dalla cinquantenne, ormai stanca dei continui atteggiamenti minacciosi e molesti di quell’uomo, che l’ha costretta a vivere in uno stato di perenne paura e di timore per la propria incolumità, al punto tale da obbligarla a mutare le abitudini.
LA PERSECUZIONE
L’incubo non era limitato (si fa per dire) a messaggi hard sui social network e sul telefono: l’uomo è anche passato dalle parole ai fatti, rendendosi protagonista di gesti violenti. Proprio alla luce della gravità degli episodi, e ritenendo attuale e concreto il rischio che l’indagato potesse commettere nuovi reati, il giudice ha spedito in cella l’operaio.
I SEQUESTRI
I carabinieri hanno sequestrato i dispositivi informatici del cinquantaseienne – dopo aver perquisito sia la sua abitazione che l’azienda in cui lavora – considerando anche il materiale a luci rosse finito al centro dell’inchiesta. È molto probabile che la procura nomini un esperto per analizzare fotografie e filmati. L’indagato avrà modo di fornire la sua versione dei fatti ai magistrati e respingere le pesantissime accuse.
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