Abusi sessuali su 3 nipoti: nonno indagato

Le vittime sono due sorelline e un 13enne: dopo le confidenze ai genitori, tutte le accuse confermate davanti al giudice
CHIETI. Ad accusarlo sono tre nipoti, una bambina di 11 anni, la sorella di 13 e il cugino della stessa età. Un nonno teatino di 60 anni – di cui non indichiamo il nome a esclusiva tutela dell’identità delle vittime – deve rispondere dell’infamante reato di violenza sessuale aggravata. Ieri mattina, davanti al giudice Andrea Di Berardino e al sostituto procuratore Marika Ponziani, è arrivato il caso del ragazzino, che è stato ascoltato nel corso dell’incidente probatorio, vale a dire lo strumento processuale per cristallizzare le prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio.
La vicenda è venuta a galla qualche giorno fa, quando la mamma del tredicenne si è presentata ai carabinieri della stazione di Chieti Scalo e ha denunciato tutto. «Ieri», ha raccontato la donna in caserma, «parlando del nonno, mio figlio Luca (nome di fantasia, ndr) si è stranito. Sono a conoscenza, attraverso i miei cognati, che quell’uomo si è reso responsabile di molestie sessuali nei confronti delle altre due nipoti e, per questa ragione, davanti al comportamento di Luca, mi sono insospettita. A quel punto ho chiesto a tutti i miei figli se avessero subito atteggiamenti strani da parte del nonno. All’inizio Luca ha risposto negativamente; poi, però, all’improvviso, mi ha guardato e mi ha detto: “Mo’ dico la verità, ma per cortesia non fare le commedie a modo tuo”».
La donna è rimasta sotto choc di fronte al successivo racconto. «Luca», ha proseguito davanti ai militari, «mi ha riferito di un episodio avvenuto nell’estate del 2023, quando si trovava a casa del nonno, insieme alle sue cugine, le stesse bambine poi vittime di molestie. Mio figlio mi ha detto che era in camera da letto, in dormiveglia e in piena notte, quando il nonno è entrato all’improvviso e si è avvicinato a lui, costringendolo a subire atti sessuali». Luca, per mettere fine all’incubo, ha aperto gli occhi per far comprende al sessantenne di essersi svegliato. «Solo allora», ha continuato la donna, «il nonno, in stato di agitazione, ha iniziato a correre e si è allontanato verso la cucina».
Dopo la confidenza fatta da Luca, la madre ha potuto dunque contestualizzare alcuni comportamenti anomali avuti dal ragazzino dalla fine dell’estate 2023, vale a dire subito dopo gli abusi. «Ho notato un tragico cambiamento del suo umore. Da quel periodo, ha cominciato ad assumere atteggiamenti inconsueti e violenti. Non è più voluto andare a scuola e si è chiuso in se stesso, a tal punto che ho chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune».
Ieri, in aula, il ragazzino – assistito dall’avvocato Gabriele Torello – ha confermato le accuse nei confronti del nonno, difeso dall’avvocato Barbara Rapino. Le due sorelle abusate, assiste dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, sono state già ascoltate in estate dal giudice: anche loro hanno ribadito quanto affermato davanti ai genitori. In base alla denuncia, l’undicenne è stata costretta a subire atti sessuali in una zona di campagna, dove l’uomo l’aveva condotta in macchina con il pretesto di volerle regalare un cagnolino. La tredicenne ha riferito di essere stata vittima a sua volta delle turpi attenzioni da parte del nonno, in più occasioni, anche all’interno dell’abitazione dell’indagato, dove lei era rimasta a dormire per un periodo di tempo. La procura, per tutti e tre i casi, dovrà decidere se chiedere il processo oppure sollecitare l’archiviazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

