Accertamenti sulle case popolari: il Comune manda trecento lettere

Potranno essere riassegnati gli alloggi di chi non ne ha più diritto o rideterminate le tariffe degli affitti L’assessore Giannini: «A breve un nuovo bando, lavori sugli appartamenti inagibili scalati dal canone»
CHIETI. Partono 300 lettere destinate agli assegnatari degli alloggi popolari comunali. Il municipio avvia una ricognizione a tappeto, l’ultima risale al 2017, del patrimonio di edilizia residenziale: circa 330 alloggi, di cui una quarantina destinati all’emergenza abitativa (le famigerate case-parcheggio). Gli inquilini in emergenza abitativa non riceveranno le lettere, tutti gli altri sì. Lo scopo è scattare una fotografia il più precisa possibile del settore, in modo da garantire il diritto alla casa a chi ne ha davvero bisogno. Agli inquilini viene richiesta la documentazione che attesti il diritto ad avere la casa popolare, anche nell’ottica di una rideterminazione delle tariffe che variano in base al reddito percepito. Il canone di un alloggio popolare va, a seconda dei casi, dai 12 ai 150 euro al mese. Ma quasi la metà degli affittuari risulta morosa: sui 330 alloggi, 185 sono gli assegnatari in regola.
«La soglia di povertà è in aumento», dice il sindaco Diego Ferrara, «dalla pandemia in poi i nostri servizi sociali hanno assistito 300 nuove famiglie. Le difficoltà aumentano ed è dunque importante sapere che chi occupa una casa popolare ne ha davvero diritto». La riorganizzazione del settore è stata annunciata dal sindaco insieme agli assessori alle Politiche della casa e Lavori pubblici, Alberta Giannini e Stefano Rispoli, alla dirigente Angela Falcone e al dipendente Angelo Cagliesi. «Chiediamo la massima collaborazione all’utenza», è l’appello dell’assessore Giannini, che nella lotta alla morosità assicura «inflessibilità» ma anche «accoglienza. Non vogliamo fare la guerra a nessuno», ribadisce, «valuteremo caso per caso».
L’assessore ha anche lanciato la possibilità del riscatto degli immobili: il Comune in dissesto ha tutto l’interesse a vendere parte del proprio patrimonio abitativo. Il progetto dovrebbe essere portato avanti dalla Osl, l’Organismo straordinario di liquidazione che ha il compito di gestire i debiti pregressi, racimolando risorse per poter pagare i creditori. Ci sono novità anche per quanto riguarda l’emergenza abitativa: «Il nuovo bando sarà pronto a breve», dice Giannini, «ci sono 90 domande e 14 alloggi disponibili, ma al momento sono in pessime condizioni. Servono lavori di ristrutturazione che proponiamo di fare agli inquilini che ne avranno l’assegnazione, la spesa sarà poi scorporata dai canoni d’affitto. Abbiamo trovato un patrimonio talmente ammalorato da non essere stati in grado di fare alcuna assegnazione: questa è una strada per rendere disponibili gli alloggi. Abbiamo pertanto promosso uno studio tecnico per avere contezza dei lavori da eseguire, in modo che l’assegnatario possa sapere con certezza cosa c’è da fare, con quale spesa e con quanto tempo».
Infine, per le occupazioni abusive, il Comune promuove un’azione in rete con prefettura e procura in modo da non essere lasciato solo a gestire quella che potrebbe diventare un’emergenza anche dal punto di vista sociale e di ordine pubblico.
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