Accoltella la vicina per gelosia: «Ora fammi vedere il cellulare»

3 Aprile 2019

Una 47enne condannata a 3 anni: «La mia dirimpettaia scambiava sms con il mio compagno» La donna aggredita è una romena: «Voleva soldi e diceva che le straniere devono aiutare le italiane»

CHIETI. Sospettava che la vicina avesse una storia con il suo compagno. Ecco perché è entrata nell’appartamento della presunta rivale in amore, l’ha ferita con un coltello, l’ha minacciata di morte ed è scappata con il cellulare della padrona di casa per controllare messaggi e telefonate. Delia Rosaria De Angelis, 47 anni, è stata condannata a 3 anni di carcere e 800 euro di multa con le accuse di rapina, violazione di domicilio e lesioni personali. La sentenza del collegio presieduto da Guido Campli (giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio) è arrivata ieri dopo la testimonianza in aula della vittima, una ragazza romena di 31 anni. Il pm Lucia Anna Campo aveva chiesto 4 anni. Il tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e ha concesso alla donna, fino a ieri mattina rinchiusa nel carcere di Madonna del Freddo, gli arresti domiciliari che sconterà a casa della madre.
Delle indagini si sono occupati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. «Delia già in passato mi aveva chiesto soldi», ha raccontato la 31enne, che vive in un palazzo di Francavilla al Mare e lavora in un locale notturno. «Io non le ho mai dato nulla se non le sigarette. Lei mi diceva frasi del tipo: “Sei una straniera e devi aiutare una donna italiana, tu sei una p… Vieni qua a rubare i nostri uomini, i nostri mariti”. Mi disturbava sempre, a qualsiasi ora, batteva anche sui muri con la scopa. Ecco perché l’ho denunciata una prima volta». Ma l’episodio più grave è avvenuto il 30 settembre scorso. «Delia ha cominciato a battere sulla porta. “Metto fuoco con la benzina”, gridava. E io sono stata costretta ad aprire: lei ha iniziato a minacciarmi di morte con un coltello. Diceva che dovevo darle tutti i soldi, che dovevo aiutare una donna italiana. Io ho risposto che in casa non avevo nulla. Ma proseguiva con le minacce. Ha tentato di accoltellarmi al volto, mi sono difesa con la mano sinistra e sono rimasta ferita. A quel punto ho cercato rifugio in camera da letto, ma Delia mi ha seguita e ha portato via il mio Samsung S6 Edge».
La De Angelis, difesa dall’avvocato Mariagrazia Sciubba, ha dato un’altra versione: alla base di tutto, ci sarebbero stati motivi di gelosia. «Io non sono mai entrata a casa della mia vicina», ha ripetuto in lacrime l’imputata, che ha ammesso di avere problemi di tossicodipendenza. «L’ho incontrata per le scale e le ho preso il cellulare per un solo motivo: aveva avuto uno scambio di messaggi con il mio compagno e volevo controllare anche il suo telefono. Era mia intenzione riconsegnarglielo dopo qualche giorno, ma non rispondeva mai alla porta. Quando i carabinieri sono venuti per la perquisizione, il cellulare era ancora dentro casa (dove è stata trovata anche una dose di cocaina, ndr). È la dimostrazione che non avevo alcun interesse a rivenderlo. Non le ho mai chiesto soldi: prendo 800 euro al mese di pensione e la mia famiglia è benestante». La vittima, assistita dall’avvocato Italo Colaneri, non si è costituita parte civile. L’imputata si prepara al ricorso in appello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA