Accordo raggiunto alla Dayco Gli operai fermano lo sciopero

4 Maggio 2024

CHIETI. Dopo oltre cinque ore serrate di riunione in Confindustria, sindacati e azienda trovano l’accordo. Alla Dayco di Chieti Scalo cessa lo sciopero. Per oggi è prevista ancora un’assemblea, ma...

CHIETI. Dopo oltre cinque ore serrate di riunione in Confindustria, sindacati e azienda trovano l’accordo. Alla Dayco di Chieti Scalo cessa lo sciopero. Per oggi è prevista ancora un’assemblea, ma solo per permettere ai sindacati di incontrare i dipendenti e spiegare i contenuti dell’accordo firmato ieri notte. Da lunedì si torna tutti al lavoro. Si conclude così la mobilitazione nello stabilimento teatino della multinazionale che produce cinghie di trasmissione. Dopo un muro contro muro tra le parti, i sindacati si dicono «parzialmente soddisfatti», avendo ottenuto «il massimo che si poteva avere in questo momento». E dunque lo spettro della delocalizzazione sembra allontanarsi per i 329 dipendenti dello stabilimento di via Papa Leone XIII e tutti tirano un sospiro di sollievo. Politica compresa, visto che Regione e Comune si erano adoperati per arrivare a una composizione della vertenza.
L’ACCORDO
L’incubo della delocalizzazione era stato sollevato da un contratto con un’azienda di Trento, la Novurania, dove è stato spostato il 3% della produzione. I sindacati, venuti a conoscenza della stipula del contratto a cose fatte, ne hanno chiesto subito la rescissione. Una richiesta che non ha trovato accoglienza da parte dell’azienda, spiegando che la decisione era stata presa per salvaguardare la continuità della produzione, nel caso nello stabilimento teatino si fosse verificato un guasto o addirittura una calamità naturale. Ieri, però, il vertice aziendale ha deciso di dare al contratto con l’azienda di Trento una scadenza annuale, fissata al 28 febbraio prossimo. L’azienda si è dunque impegnata al recesso, salvo nuovi accordi sindacali. L’azienda si è inoltre impegnata a stabilizzare due lavoratori interinali nello stabilimento teatino e altri due in quello di Manoppello che, nel frattempo, era entrato in sciopero a sostegno di quello scalino. Ulteriori possibili stabilizzazioni verranno valutate in futuro insieme ai sindacati. Le parti si sono infine impegnate a utilizzare le prime due giornate di sciopero, quelle del 29 e del 30 aprile scorsi, come due giornate di ferie.
SCIOPERO REVOCATO
Le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria hanno dunque revocato la manifestazione di protesta sia nello stabilimento di Chieti che in quello di Manoppello, che dà lavoro a 223 dipendenti, ed entrambe le parti si sono impegnate per il futuro a migliorare le relazioni e il dialogo attraverso incontri periodici per evitare incomprensioni e strumentazioni. L’accordo è stato firmato per la Dayco da Carlo Fulgenzi, Silvana Roatta e Simone Michetti e per i sindacati dalla rsu – composta da Ettore Di Natale per la Femca Cisl, Cesare Ciaschetti e Alessandro Mancini per la Filctem Cgil, Giustino Stampone e Stefano Di Primio per la Uiltec Uil – e dai segretari regionali della Filctem Cgil Carlo Petaccia, della Femca Cisl Stefano Di Crescenzo, e della Uiltec Uil Debora Del Fiacco.
GIORNATA CONVULSA
Gli ultimi tre giorni di sciopero erano stati convocati da giovedì scorso fino a oggi, ma già lo scorso giovedì il vertice aziendale aveva mostrato aperture dicendosi pronto al dialogo. Ieri, improvvisamente, la possibilità di dialogo si è aperta sul tavolo di Confindustria. Una riunione fiume è partita alle 16.30 del pomeriggio e si è chiusa solo a notte fonda dopo oltre cinque ore di confronto. Nel frattempo i lavoratori erano stati avvisati ed erano pronti a un’assemblea post riunione davanti ai cancelli della fabbrica. Assemblea che è poi stata spostata a oggi visto che il vertice è durato più a lungo del previsto. (a.i.)
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