Accordo tra Cocciola e Di Nardo: altri attacchi nei comizi in strada

Patto tra il candidato sindaco e il centrodestra: ora il caso regionale anima la campagna elettorale FdI si difende e replica alle accuse: «Mandiamo a casa Castiglione, Paolucci, Febbo e D’Alessandro»
ORTONA . «Mandiamo a casa queste persone, compreso Mauro Febbo». Sono alcune delle dure parole pronunciate durante il comizio a Caldari dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Franco Vanni. Frasi che infiammano ulteriormente la polemica scaturita dal patto siglato tra il candidato sindaco Ilario Cocciola, riconducibile al centrosinistra, e la coalizione di centrodestra capeggiata da Angelo Di Nardo. Un discorso, quello di Vanni, che segue le dichiarazioni sull’apparentamento rilasciate al Centro da alcuni dei vertici della politica regionale. Nell’articolo, citato espressamente dal coordinatore del partito di Giorgia Meloni, i consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci, e di Forza Italia Mauro Febbo, criticavano l’intesa raggiunta tra Cocciola e Di Nardo. E tra critici c’è anche il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro.
LA REPLICA
Così Vanni risponde alle accuse e ne ha per tutti, a partire da Paolucci: «Ha fatto chiudere il Punto nascita, per questo il Partito democratico si vergogna di portare il simbolo». E poi su D’Alessandro: «Ha sostenuto il no al Covid-hospital a Ortona». Quindi rispondendo ancora a Febbo, Paolucci così come D’Alessandro che attaccano l’apparentamento, aggiunge: «Vuol dire che hanno paura, questa è un’unione che vuole fare il bene della città. È stata sancita alla luce del sole, davanti a tutti, a differenza di qualcun altro che sotto mentite spoglie si è accordato con Castiglione».
«SIAMO ARRABBIATI»
Di Nardo rincara la dose: «Questa non è una coalizione di centrosinistra o centrodestra, ne è una di cittadini ortonesi arrabbiati». Poi su ciò che gli avversari definiscono un accordo per le poltrone afferma: «Io non so quale sarà il mio destino nell’amministrazione Cocciola se non quello di fare il consigliere comunale, perché non mi serve la carica di presidente del consiglio comunale, di assessore o vicesindaco. Non abbiamo barattato nulla se non il benessere collettivo della città di Ortona».
COCCIOLA CONTRO IL SINDACO
L’aspirante primo cittadino che domenica sfiderà l’uscente Leo Castiglione parla invece di un «patto di coraggio». Quindi l’attacco a Castiglione e la sua amministrazione: «Pensano di allungare i tappetini di asfalto sugli occhi della gente, ma non funziona così», afferma Cocciola. «Questa città merita rispetto e non possiamo avere mediocrità al governo». Quindi la chiosa: «Il sindaco si preoccupasse di ciò che non ha fatto, non di ciò che noi dovremo affrontare».
CASTIGLIONE
Lo stesso Castiglione continua a girare sul territorio per parlare dei suoi cinque anni di amministrazione e di quanto abbia intenzione di fare nei prossimi, qualora dovesse essere confermato alla guida della città. «Quello che amo di più è parlare con i cittadini, come ho fatto ogni giorno di questi cinque anni, anche confrontandomi apertamente con chi aveva opinioni diverse», sostiene. Parlando di sanità torna sull’impegno messo in campo nel corso della pandemia: «Abbiamo dovuto affrontare un’emergenza sanitaria e sociale mai vista e nonostante lo sconforto generale siamo sempre stati presenti e disponibili, rispondendo ai cittadini h24», continua il sindaco uscente. «Abbiamo coordinato gli aiuti insieme alle associazioni di protezione civile, organizzato e coordinato la logistica del centro vaccinale Micoperi. Abbiamo organizzato e prenotato giornate dedicate per la vaccinazione dei cittadini ortonesi». Poi conclude non senza lanciare una frecciata agli avversari sugli apparentamenti sottoscritti: «Noi siamo sempre gli stessi, una sola squadra che va avanti con coerenza».
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