Accordo tra Denso e Bmw per 700mila moto l’anno

Nel Vastese la ripresa c’è, la soddisfazione del vicepresidente D’Urbano Bacchetta (Stogit): qui fino al 2023. Valentini (Bcc): ma molti fondi vanno indietro
SAN SALVO. La ripresa c’è. La scommessa del territorio riparte dalla Denso Manufacturing. La notizia è stata confermata dal vicepresidente dello stabilimento di San Salvo del colosso metalmeccanico giapponese, Mario D’Urbano. Dal 2017 Denso fornirà 700mila motorini di avviamento ogni anno alla Bmw. L’accordo è stato siglato il 22 aprile scorso a San Salvo. I dirigenti Denso hanno ricevuto i rappresentanti della casa automobilistica tedesca e firmato l’intesa. L’occasione per annunciare il traguardo raggiunto dalla multinazionale è stata la presentazione del libro “San Salvo e le sue aziende” del giornalista Nicola D’Adamo, per anni professionista della Pilkington. All’iniziativa, moderato dal giornalista Orazio Di Stefano, hanno partecipato i rappresentanti delle più importanti aziende del territorio.
DENSO. «Il nostro obiettivo è restare sul territorio. Stiamo lavorando affinchè ciò accada», ha detto il vicepresidente Mario D’Urbano. «Sono allo studio altri prodotti per il settore automobilistico». La produzione dei nuovi prodotti è prevista nel biennio 2019-2020. Subito dopo D’Urbano ha snocciolato importanti cifre. «Esportiamo l’85% della produzione all’estero. I produttori sono distanti. È necessario creare le condizioni per portare i nuovi prodotti qui, raddoppiando il fatturato e riportando la ricchezza all’interno della fabbrica. La Denso continuerà a puntare sulla qualità. Quando c’è qualità anche i clienti sono disposti a pagare di più». Denso che nel passato biennio ha investito molto su San Salvo, continuerà a farlo. Dalla salute del colosso dipende buona parte dell'indotto.
STOGIT. Paolo Bacchetta, presidente della Stogit (gruppo Snam) che gestisce i siti di stoccaggio lungo il fiume Treste, ha confermato il proprio impegno nel Vastese. «Tre anni fa», ha detto, «abbiamo ottenuto il rinnovo delle concessioni per altri 10 anni. Ritengo che la permanenza si prolungherà fino al 2032». La Stogit è una delle società più importanti in Europa per capacità di stoccaggio. «Il sito del fiume Treste è il sito più ampio della Stogit, un sottosuolo ricchissimo. I pozzi sono composti da strati di 40-50 metri di sabbia, ghiaia e argilla e materiali plastici che si piegano senza spezzarsi. Il nostro lavoro è sicuro. L’attività della Stogit non può causare problemi», ha garantito il presidente Bacchetta. «Gli impianti sono altamente automatizzati».
PILKINGTON. Il colosso vetrario è in buona salute ma ha ancora alcuni acciacchi. Per questo Pilkington è costretta a fare ancora ricorso ai contratti di solidarità. «Stiamo cercando la sostenibilità economica per i prossimi 50 anni. Andiamo avanti, anche grazie agli ammortizzatori sociali: strumenti fondamentali che altri Paesi non hanno». Per il presidente della Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio le iniziative imprenditoriali sono poche. « Ci sono state persone che con bassissima istruzione un tempo hanno creato società dal nulla. Ora c’è bisogno di creatività, ma la cultura del posto fisso ereditata dai nostri nonni è dura a morire», ha detto. La mancanza di iniziative imprenditoriali è stata condivisa da Nicola Valentini, presidente della Bcc Valle del Trigno. «Nel Vastese c’è poca imprenditoria e molta sfiducia», ha detto Valentini. «I finanziamenti che tornano indietro per assenza di iniziativa sono tanti: raccontano il timore nel futuro».
Paola Calvano
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