Acqua, 2mila firme per un servizio migliore
Il comitato della petizione: dubbi sul bilancio della Sasi, irrituale l’eventuale terzo mandato per il Cda
LANCIANO. Circa 2mila firme raccolte per un servizio idrico migliore e la volontà di andare avanti anche a maggio; dubbi sul bilancio Sasi che il 4 maggio arriverà all’approvazione dei sindaci soci e sull’opportunità che l’attuale Cda (formato da Gianfranco Basterebbe, Corrado Varrati e Maira Roberti) si ricandidi alla guida della società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni chietini. Sono gli argomenti affrontati dal comitato promotore della "petizione popolare per un servizio idrico migliore”, una associazione di cittadini e amministratori comunali uniti per mettere fine, hanno spiegato, “ai continui disservizi e ai puntuali, e spesso inaspettati, razionamenti dell’acqua da parte della Sasi, stanchi di ricevere bollette sempre più alte e di una gestione non trasparente del servizio da parte della società”.
«Abbiamo raccolto circa 2mila firme», spiega Giovanni D’Orsogna, del comitato, «tra Lanciano, Vasto, Ortona, Fossacesia, Casalbordino, Lama dei Peligni e Taranta Peligna in due fine settimana. Vista la richiesta arrivata da altri territori abbiamo deciso di continuare la petizione per tutto il mese di maggio. Nel frattempo attiveremo anche una raccolta firme online e si procederà alla costituzione di una associazione giuridicamente riconosciuta che si impegnerà a tutelare gli interessi pubblici in ogni sua forma». E in attesa della “formalizzazione”, il comitato spontaneo esprime dubbi e perplessità sul bilancio consuntivo 2021 della Sasi che il prossimo 4 maggio sarà portato all'approvazione dei sindaci. «Dubbi soprattutto alla luce della recente multa da 600mila euro che l'Antitrust ha inflitto alla Sasi per la riscossione di crediti scaduti», precisa Patrizio D’Ercole. «Quei soldi chi li pagherà? Il bilancio che arriverà ai sindaci poi vede un costo del personale salito da 5.800.000 a 8.400.000 euro senza che ci sia stato un alleggerimento di altri costi visto che ad esempio c’è oltre 1 milione di euro per consulenze esterne. E che dire del Pnrr? I progetti fatti per una terza canna da Fara a Scerni sono inutili se si immette sempre la stessa quantità di acqua. Per noi bisogna investire i soldi nei singoli comuni per rifare tutte le reti interne ed evitare perdite di acqua e soldi».
I membri del comitato hanno poi invitato gli amministratori della Sasi a un confronto costruttivo che punti alla trasparenza anche programmatica e sottolineato una certa "irritualità” nel proporre un terzo mandato per il Cda uscente. «Non è mai accaduto che un presidente abbia fatto tre mandati», chiude D’Ercole, «anche i sindaci di grandi centri ne fanno due. Poi bisogna verificare se ci sono stati gli ottimi risultati che il Cda dice di aver ottenuto in questi anni».
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