Acqua, 41 milioni dal ministero «Così miglioriamo il servizio»

17 Novembre 2021

La Sasi annuncia il maxi finanziamento del dicastero delle Infrastrutture: lavori finiti per giugno 2026 La tariffa scende del 2% ma restano le chiusure notturne perché non bastano le piogge, serve la neve 

LANCIANO. Opere sulla rete idrica per 41 milioni e mezzo di euro; lavori in corso per la ricerca perdite per salvare la poca acqua che c’è a Lanciano e Ortona e appena conclusi a Gissi, Cupello, San Buono, Monteodorisio e Furci. Attivazione dei depuratori a Gessopalena, Fresagrandinaria, Castiglione e ultimazione di quello di Fossacesia. Una tariffa che si riduce del 2% ma razionamenti che continuano nonostante la pioggia perché l’acqua è tanto poca da far restare accesi i pozzi di pompaggio di Fara San Martino. Sono il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, con i consiglieri Maira Roberti e Corrado Varrati, e il responsabile area tecnica Pio D’Ippolito, a fare il punto sulla situazione idrica dopo l’annuncio dell’ottenimento dal ministero delle Infrastrutture dei fondi per le “grandi opere”: 41,5 milioni di euro, oltre la metà degli 85 milioni ottenuti dall’Abruzzo.
I FONDI«Si tratta di un finanziamento considerevole destinato soprattutto alla sorgente del Verde che potrà essere potenziata a vantaggio delle altre sorgenti», spiega Basterebbe. «I soldi derivano da schede progettuali presentate tempo fa all'Autorità di bacino e all'Arera che avevano dato parere positivo ma bloccate perché senza fondi. Ora ci sono grazie al via libera del ministero che ha come obiettivo gli “appalti pubblici verdi”, cioè che considerano le energie rinnovabili». I soldi sono stati divisi su tre linee d’intervento: due sulla tratta Fara San Martino-Casoli-Scerni e l’ammodernamento dei pozzi per 27 milioni, mentre la realizzazione del potabilizzatore ad Altino e le linee d’interconnessione tra le sorgenti per avere più acqua avranno 14 milioni.
I LAVORI«Sette milioni e 500 mila euro saranno destinati al primo tratto, di 8 chilometri, della rete Fara San Martino-Casoli e a un completo restyling dei pozzi accesi da oltre un anno - cosa mai accaduta prima - un ammodernamento che ci consentirà anche un notevole risparmio energetico», riprende Basterebbe. «Venti milioni saranno per l’altro tratto Casoli-Scerni, per la cosiddetta terza canna, 24 chilometri di tubi nuovi. Qui si valuterà l’inserimento delle turbine per la produzione di energia elettrica». Energia che per la Sasi sta avendo costi enormi con bollette raddoppiate da 250 a 500 mila euro al mese. Il “terzo lotto” dei lavori da 14 milioni riguarda il potabilizzatore di Altino, da 500 litri modulabili (e non il vecchio progetto da 2mila litri/secondo) e le interconnessioni tra le sorgenti. «Sono lavori che sopperiranno a carenze e chiusure perché anche verificandosi una rottura, si potrà eseguire la riparazione senza sospendere la fornitura», precisa D'Ippolito, «ed è un grande risultato viste le chiusure per le riparazioni. L'ampliamento delle sorgenti, come Palena, e l'interconnessione tra i sistemi acquedottistici significano benefici per tutto il sistema idrico della Sasi».
LA CRISISono interventi che ridurranno i disagi dovuti alla mancanza di acqua (che si vedranno entro giugno 2026, fine prevista dei lavori) che però resta perché le ultime piogge sono state provvidenziali per le piccole sorgenti, ma quella del Verde, la più importante, ha bisogno della neve. La situazione è difficile con la portata al di sotto di quella necessaria a soddisfare gli utenti (è a 800 litri/secondo a cui si aggiungo i 200 litri dei pozzi per 1.000 litri anziché i 1.200 necessari) e ci saranno chiusure notturne, 7 giorni su 7 per 23 dei 40 comuni dell’acquedotto Verde, tra cui Lanciano, 7 su 7 anche per i 14 comuni dell’acquedotto Sinello e per 4 comuni dell’Avello tra cui Guardiagrele.
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