Acqua, ancora disagi allo Scalo «La situazione è insostenibile»

28 Giugno 2022

I residenti attaccano: «Paghiamo bollette salate per impianti scadenti e si lamentano anche i turisti» E i commercianti sono esasperati: «Rubinetti a secco tutta la notte, così diventa impossibile lavorare»

CHIETI. Dalla tarda serata fino alle prime luci dell’alba, l’acqua a Chieti Scalo diventa una merce rarissima. È la paradossale situazione con cui i residenti e le attività commerciali della zona devono fare i conti ormai da anni.
Poco prima di mezzanotte, solitamente, la pressione del flusso idrico si riduce ad un filo sottile per poi tornare a scorrere in maniera energica solo dal mattino successivo.
Un problema non da poco per chi vive nella zona della stazione. «Da queste parti conviviamo con questi disagi da anni. Qualcuno è riuscito a risolvere installando l’autoclave a casa, ma non tutti possono permetterselo», racconta sconsolato Pierluigi Iacovone, appoggiato ad una fontanella in piazza Marconi le cui tubature perdevano acqua da diverso tempo, ma l’intervento dell’Aca è arrivato solo pochi giorni fa. «In superficie sentivamo il deflusso prorompente dell’acqua sotto i tombini, in pratica centinaia di metri cubi che finivano sprecati», spiegano Luigi Silveri e Giuseppe Menna, indicando proprio i tubi della fontanella che l’Aca ha riparato solo dopo numerose sollecitazioni. «È bastato poco per risolvere il problema», prosegue Iacovone, «ma non capisco perché l’Aca non intervenga in maniera decisa e strutturale da queste parti. Servirebbero lavori seri oppure l’emergenza idrica non vedrà mai la sua conclusione».
Non avere l’acqua di notte e nel primo mattino è un problema grosso: per fare la doccia e curare la propria igiene personale bisogna attingere alle proprie scorte, prima di andare a lavoro e cominciare la giornata. Non va meglio ai commercianti e alle attività dello Scalo. «A noi serve l’acqua per qualunque cosa: dagli impasti alle pulizie», sottolinea Goffredo Di Giovanni, che lavora e gestisce la pasticceria “Nonna Elisa”. «Cominciamo le nostre attività prima delle 6 del mattino e non abbiamo l’acqua, potete solo immaginare quanto sia difficoltoso lavorare in queste condizioni».
Katiuscia Giannini, titolare del bar “Mama’s”, ha risolto il problema sfruttando l’autoclave installato dal suo condominio: «Ma i residenti della zona sono tutti infuriati», racconta, «e anche chi viene da fuori e prende in affitto gli appartamenti non ha l’acqua e si lamenta. Di fatto paghiamo bollette salatissime per avere un servizio scadente e nessuna assistenza». Secondo Katia, poi, il problema non riguarda solo la zona dello Scalo «abito al Tricalle e sconto disagi con l’acqua anche lì. La situazione ci sta mettendo a dura prova».
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