Acqua, avvisi in ritardo: mezza città resta a secco per le chiusure urgenti

31 Gennaio 2024

Due giorni di disagi a causa degli interventi non comunicati dalla Sasi Sorgenti in sofferenza per la siccità: attivati i “pozzi di soccorso” a Fara

LANCIANO . Riparazioni urgenti che lasciano a secco improvvisamente centinaia di utenti; interruzioni programmate; sorgenti superficiali a secco e acqua che viene quindi razionata in alcuni Comuni: non è un bel periodo per la Sasi, società che gestisce il sistema idrico integrato, e per gli utenti, infuriati non solo per le chiusure ma soprattutto per il mancato avviso come accaduto in città negli ultimi due giorni. A questi disagi si aggiungono quelli legati al clima, con pioggia e neve che mancano e sorgenti che riducono la portata: soffre anche quella del Verde che serve l’80% dei Comuni gestiti dalla Sasi con i quattro pozzi di soccorso presenti a Fara San Martino accesi.
LE CHIUSURE
Sospensione idrica per riparazione urgente; interruzione della fornitura idrica non differibile; interruzioni programmate: sono le diciture che si rincorrono sul sito Sasi ogni giorno e anche più volte nella stessa giornata. Peccato che spesso arrivino quando l’acqua è già andata via. È accaduto negli ultimi due giorni a Lanciano con la chiusura per un lavoro urgente di riparazione nella zona via Renzetti e via del Mare fino a Santa Giusta, quando i rubinetti erano già a secco. Poi nel pomeriggio si è aggiunta una chiusura in centro con famiglie che si sono ritrovate senz’acqua a ora di pranzo. «Il problema è che da anni prima chiudono l’acqua e poi avvisano», accusano gli utenti, «una riparazione urgente capiamo sia improvvisa, ma si può comunque comunicare prima che l’acqua vada via. Poi l’altro ieri la chiusura in centro è stata aggiunta a un avviso già uscito la mattina che prevedeva altre zone e se ne sono accorti in pochi: si potevano fare due avvisi. Inoltre le riparazioni anche urgenti sono continue». Solo ieri infatti c’erano a Lanciano, Tornareccio e Guardiagrele. E a queste si aggiungono quelle programmate, settimanali. Fino al 5 febbraio saranno 19 i Comuni della provincia all’asciutto: si va da alcune contrade di Atessa fino ad arrivare a San Salvo e ad alcune vie di Vasto.
RIPARAZIONI E SORGENTI
Spesso queste riparazioni sono il frutto anche di un lavoro di ricerca perdite che la Sasi sta portando avanti da anni con ottimi risultati per il recupero di acqua che si disperde nelle condotte. «Per quanto riguarda Lanciano le perdite individuate erano di più del previsto», spiega Pio D’Ippolito, direttore area tecnica Sasi, «e quindi gli interventi si sono protratti ma divisi in due mattine per non creare problemi e con avvisi fatti. Stiamo procedendo con la ricerca perdite con i nostri operai e i nostri mezzi, ma a breve riprenderemo con il progetto da 14,5 milioni ottenuti dal Pnrr per il controllo in 17 centri, tra cui Lanciano e Ortona». Ma sarà con i tre progetti Pnrr della nuova condotta da Fara a Casoli (8 milioni), da Casoli a Scerni (20 milioni) e la realizzazione del potabilizzatore da 400 litri e l'interconnessione delle reti (16 milioni) che si otterrà un servizio ottimale. «Il problema poi è avere l’acqua a disposizione», chiude D’Ippolito, «abbiamo problemi alle sorgenti superficiali (circa 170, ndc) che sono a secco e anche quella maggiore, la Verde, arriva a stento ai 1.200 litri al secondo necessari con l’accensione dei quattro pozzi di soccorso di Fara San Martino. Per questo ci sono anche alcune chiusure programmate. Senza pioggia e neve da tempo però non possiamo fare altro».
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