Acqua, bollette da pagare «Momento inopportuno»

Vasto. Protestano i consiglieri comunali Suriani e Prospero di Fratelli d’Italia-An «Cittadini tra mille difficoltà e poi si costringono gli anziani a uscire di casa»
VASTO. Cittadini in fila davanti alle Poste per pagare le bollette dell’acqua già scadute. L’emergenza sanitaria da coronavirus e le conseguenti difficoltà economiche che affliggono tante famiglie, avrebbero dovuto indurre la Sasi a sospendere i versamenti. Invece sono tante le persone che in questi giorni si stanno affrettando a pagare le bollette, ritrovandosi fin dalle prime ore del mattino, davanti agli uffici postali. Alle proteste dei giorni scorsi dell’associazione Vasto Libera guidata da Carlo Centorami si sono aggiunte ora quelle delle minoranze consiliari.
«Crediamo che questo sia il momento meno opportuno per gravare i cittadini con bollette e scadenze, vista la emergenza sanitaria e le difficoltà economiche che affliggono molti cittadini», sostengono i due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia-An, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, «in particolare riteniamo sconsigliabile e pericoloso costringere le persone, soprattutto gli anziani, a uscire di casa per recarsi alle Poste per pagare le bollette dell’acqua in piena emergenza Coronavirus. Nei giorni scorsi abbiamo sollevato il problema in modo informale, chiedendo parole di chiarezza su pagamenti e scadenze alla Sasi e all’amministrazione comunale, che detiene quota del capitale della società stessa. Pensiamo, come è ovvio, che vada fatta chiarezza», aggiungono i due esponenti del centrodestra, «i pagamenti devono essere sospesi e, qualora così non fosse, la Sasi deve comunque comunicarlo assumendosi le proprie responsabilità. Ugualmente l’amministrazione comunale, che, nonostante le nostre sollecitazioni, sulla sospensione di tasse e tributi ha agito in grave ritardo, deve prendere posizione, in maniera chiara, di fronte a un problema che costringerebbe decine e centinaia di cittadini ad uscire dalle proprie abitazioni».
I consiglieri comunali usano il condizionale, ma in questi giorni sono tante le persone che si sono affrettate a fare i versamenti, sobbarcandosi le file rese ancora più lunghe dalla esigenza di stare distanziati, seppur muniti di mascherine. Si tratta tra l’altro di bollette che, pur riportando la scadenza del 24 marzo, sono arrivate a domicilio una settimana dopo il termine indicato nella fattura. Finora non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale, ma sono in tanti a pensare che il buon senso avrebbe dovuto indurre a sospendere i pagamenti.
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