Acqua delle olive scaricata vicino al lido

Punta Penna. La protezione civile segnala l’inquinamento, indagini dei carabinieri forestali
VASTO. Dopo l’acqua inquinata nel centro cittadino, i volontari della protezione civile di Vasto scoprono un’enorme quantità di liquami finita nel torrente Apricino, vicino alla spiaggia di Punta Penna. I volontari, diretti da Eustachio Frangione, hanno immediatamente riferito il fatto al sindaco, Francesco Menna, all’assessore all’ambiente, Paola Cianci, e ai carabinieri forestali. Questi ultimi hanno avviato un’indagine per risalire al responsabile del gesto.
Il problema purtroppo non è nuovo. Ogni anno con la molitura delle olive, i reflui della lavorazione per la produzione dell’olio vengono gettati illegalmente nei corsi d’acqua. Ieri i volontari della protezione civile di Vasto, nel corso delle operazioni di monitoraggio e controllo delle risorse idriche disposto dal Comune, hanno fatto la brutta scoperta. A Punta Penna, in un tratto del torrente Apricino che ricade all’interno della riserva naturale di Punta Aderci, una lunga chiazza scura rivelava uno sversamento di residui della molitura delle olive. Ad attirare i volontari è stato l’odore nauseabondo che aveva appestato l’intera zona. Purtroppo parte del materiale inquinante, trascinato dal torrente, è finito sulla spiaggia della Riserva. «I nostri ispettori ambientali», spiega in una nota la protezione civile di Vasto, «stanno cercando di individuare i responsabili sulla base di alcune testimonianze raccolte dai residenti».
Del grave episodio di inquinamento sono stati quindi informati il comando dei carabinieri forestali di Vasto e l’assessore all’ambiente, Paola Cianci. Pare che grazie ad alcuni indizi gli inquinatori abbiano le ore contate. Se identificati, rischiano una pena severa. Nel codice penale è stato infatti introdotto un capitolo dedicato ai reati contro l’ambiente che prevede una pena da 2 a 6 anni di reclusione e una multa da 10mila a 100mila euro per chiunque abusivamente cagioni una compromissione o deterioramento dello stato dei luoghi, delle acque e dell’aria. (p.c.)
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