Acqua, la Sasi incontra i sindaci: «Scriviamo a Regione e governo»

Riunione a Fossacesia dei primi cittadini dei 40 comuni collegati alle condutture di Fara San Martino Di Giuseppantonio: stop alle reti vecchie. Basterebbe: tubi di oltre 50 anni, fondi per la ricerca perdite
FOSSACESIA. Proteste dei cittadini per i rubinetti a secco per più ore al giorno e per mancanza di informazioni da parte della Sasi; carenza di acqua alla sorgente del Verde; dispersione idrica per tubi vecchi di oltre 50 anni; investimenti Pnrr per nuove linee, potabilizzatore, interconnessioni reti e ricerca perdite. Soni alcuni dei temi affrontati nella riunione di ieri pomeriggio nel teatro di Fossacesia indetta dal presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe con i sindaci dei 40 comuni collegati all'acquedotto del Verde sulla crisi idrica che sta interessando il territorio. Riunione chiesta nei giorni scorsi dal sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, per affrontare e trovare eventuali soluzioni alla carenza di acqua che quest'anno, più che in passato, sta creando problemi ai cittadini e interessando settori come agricoltura e turismo.
LA RIUNIONEUna riunione aperta proprio da Di Giuseppantonio che ha ricordato alla Sasi come i sindaci siano i primi ad essere bersagliati dai cittadini, dalle proteste per la carenza di acqua. «Abbiamo problemi nelle case», dice il sindaco, «sono in difficoltà i nostri imprenditori con la costa piena di turisti ma senza acqua. Ci sono problemi per l’agricoltura. Sappiamo che non c’è la bacchetta magica, siamo consapevoli della carenza di piogge e neve, ma la dispersione dell’acqua nelle condotte va fermata e devono esserci progetti in tal senso. Va trovata una soluzione comune per un problema quotidiano, occorre magari uno studio approfondito sul ciclo idrico integrato per calibrare nuovi interventi».
I PROGETTI
E sulle reti Basterebbe accompagnato dall’ingegnere Giuseppe Fiorillo dell’area tecnica Sasi ha precisato: «La maggior parte dei nostri tubi ha oltre 50 anni, andrebbero sostituiti ogni 30 ma nessun governo negli ultimi 30 anni ha stanziato fondi per sostituirli. Noi ci stiamo provando investendo soldi Pnrr soprattutto nelle reti». E l’attenzione dei sindaci è andata in particolare sul progetto ricerca perdite, un Pnrr da 14 milioni di euro, che ha già dato concreti risultati a Vasto e San Salvo. «Stiamo operando con 5 squadre in 17 Comuni, tra cui Lanciano, Ortona, Atessa, la costa», spiega il presidente, «e siamo in attesa di avere un altro finanziamento di 12,5 milioni per fare la ricerca perdite in tutti i comuni così da avere una mappatura completa del territorio con la relativa posizione e condizione dei tubi, sia di quelli primari che secondari dei centri storici e sostituirli. È un progetto che la Sasi ha avviato da zero con ottimi risultati». Ma sarà con i tre progetti Pnrr della nuova condotta da Fara a Casoli (8 milioni), da Casoli a Scerni (20 milioni) e la realizzazione del potabilizzatore da 400 litri e l'interconnessione delle reti (16 milioni) che si otterrà più acqua; ma vedranno la luce nel 2026.
LE PROTESTE«Il problema c’è ora ed è grave», sottolinea il sindaco di Monteodorisio Catia Di Fabio che protesta perché il suo paese ha l'acqua poche ore al giorno. Recriminazioni anche da altri primi cittadini per le chiusure - ora in 53 Comuni - e le scarse informazioni da parte della Sasi, ma anche voglia di collaborare. «Servono ordinanze per limitare l’uso dell’acqua per gli usi impropri come riempire piscine da parte di tutti i sindaci», chiede Basterebbe, «e controlli che venga rispettata». Favorevoli alle ordinanze i sindaci e in particolare quelli di Treglio Massimiliano Berghella e Casoli Massimo Tiberini che propongono anche di fare fronte comune per chiedere interventi a più enti. Proposta apprezzata anche dalla Sasi e sintetizzata da Di Giuseppantonio con la proposta di stilare un documento, come stanno facendo in altre parti d’Italia, per rappresentare a livello regionale e governativo una situazione che è di vera emergenza, una calamità e avere aiuti.

