Acqua marrone a scuola, cambiati i tubi

Rientra l’allarme nell’istituto di via Amiterno. E l’assessore tranquillizza i genitori bevendo dal rubinetto
CHIETI. Ha aperto il rubinetto del bagno, ha riempito un bicchiere d’acqua e l’ha bevuto. Ieri mattina, l’assessore Raffaele Di Felice ha fatto la sua prova nella scuola elementare di via Amiterno davanti ai genitori degli alunni allarmati per la comparsa di acqua marrone e davanti alla preside Maria Assunta Michelangeli che aveva dato lo stop al consumo di acqua, da bere e anche per lavarsi i denti: «È stato creato un allarmismo infondato, che posso comprendere», dice l’assessore, «ma assicuro che non c’è alcun problema per la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti della scuola primaria».
Di Felice ha cercato di tranquillizzare così i genitori che, dopo il divieto di uso dell’acqua imposto dalla scuola, avevano chiesto anche un intervento dei carabinieri del Nas. I Nas, a loro volta, hanno girato la segnalazione ricevuta a Comune e Asl invitando a non sottovalutare il caso dell’acqua sporca. La denuncia dei genitori ha fatto scattare un intervento immediato dell’Aca: «I tecnici dell’Aca, gestore del nostro sistema idrico, da me contattati», dice Di Felice, «sono intervenuti, insieme ai tecnici del Comune, per provvedere alla sostituzione della tubatura che porta l’acqua al plesso scolastico realizzando un collegamento più breve. Nella giornata di oggi sarà, quindi, deviato il flusso dell’acqua». Sull’acqua dell’istituto saranno eseguite analisi.
«Il problema verificatosi», spiega l’assessore, «è legato al ristagno d’acqua nei tubi durante la notte quando il flusso idrico viene interrotto dall’Aca a Chieti Scalo. È possibile che, al mattino, in alcune zone della parte bassa della città, si notino tracce di residui, cosa che nulla ha a che vedere con la manutenzione effettuata ogni anno sugli impianti scolastici. Quanto alla potabilità, l’Aca, quotidianamente, effettua verifiche sulla fornitura».
Sul caso interviene il consigliere Pd Luigi Febo che ha presentato un ordine del giorno in consiglio comunale chiedendo la fornitura di bottigliette d’acqua ai bambini durante i pasti serviti a mensa visto che non è prevista dall’appalto: «È doveroso che il Comune si faccia carico della fornitura di bottigliette di acqua ai bambini fino a quando questa situazione non sia stata sanata e le analisi attesteranno la qualità dell’acqua. Non si può, ancora una volta, chiedere alla famiglie di sobbarcarsi i costi dei disservizi che si presentano. E non dimentichiamoci, poi», dice Febo, «che quest’anno le tariffe della mensa sono aumentate di oltre il 40%». Febo chiede anche «la convocazione con urgenza della commissione Mensa. Il sindaco, responsabile della salute dei propri cittadini, si attivi tempestivamente per risolvere questo grave problema».
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