Acqua razionata nelle case Scoppia la protesta a Vasto

La Sasi riduce la portata mentre i residenti sono costretti a restare dentro Il comitato L’Arcobaleno si appella al governo. L’opposizione: «No ai tagli»
VASTO. È un’impresa lavarsi le mano Vasto durante l’emergenza coronavirus. La Sasi, proprio mentre i residenti sono chiusi in casa, annuncia una settimana di razionamento idrico. E pazienza se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lancia ripetutamente inviti alla popolazione a lavarsi spesso le mani per prevenire la diffusione del contagio. A Vasto, e nel Vastese, proprio quando l’acqua diventa indispensabile, la Sasi decide di ridurre il servizio alle famiglie. Qualcuno ha pensato all’inizio che si trattasse di una burla. Dopo l’emergenza idrica a Ferragosto e a Capodanno sembrava impossibile che potesse essere ridotta l’erogazione idrica anche in questo periodo. Purtroppo la pubblicazione della tabella delle interruzioni della Sasi, inviata ai Comuni, ha confermato che l’acqua arriverà nelle case a singhiozzo.
«Un paradosso», protesta l’avvocato Angela Pennetta, referente del comitato L’Arcobaleno, «che rischia di nuocere gravemente alla salute dei cittadini, esasperando psicologicamente già chi non sta bene». Il legale ha deciso di informare il premier Conte.
I consiglieri di minoranza Vincenzo Suriani (Fratelli d’Italia), Francesco Prospero (Fratelli d’Italia), Guido Giangiacomo (Forza Italia), Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro), Alessandro d’Elisa (gruppo misto), contestano le scelte della dirigenza della Sasi: «In un contesto giornaliero», dicono, «in cui è necessario garantire l’igiene della persona e degli ambienti, questa esigenza viene messa a rischio dal fatto che nei nostri comuni, e a Vasto in particolare, ci sarà una forte riduzione delle erogazioni con restrizioni giornaliere fino a 11 ore su 24. La Sasi ha deciso quindi, anche in piena emergenza, di costringere la cittadinanza vastese a razionalizzare al massimo l’uso dell’acqua e dei serbatoi. Chiediamo un intervento di tutta la classe politica vastese per garantire il massimo servizio idrico finché non cesserà l’attuale fase di emergenza sanitaria. Non è il momento di razionalizzare: è il momento di fare fronte comune», continuano i consiglieri, «a tempo debito, però, chi ha ormai dimostrato di essere inadeguato nella gestione di un ente complesso come la Sasi dovrà prenderne atto e andarsene a casa».
Attraverso Facebook centinaia di cittadini annunciano azioni di protesta e chiedono aiuto ai parlamentari del Vastese. «Il senatore Gianluca Castaldi e la deputata Carmela Grippa devono aiutarci. Vasto e il Vastese non meritano questo», è lo sfogo dei residenti, «altro che numero di telefono per il sollecito psicologico. A Vasto serve un numero diretto con il governo nazionale».
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