Acqua, Sasi chiamata a rapporto: «Riferisca in consiglio comunale»

10 Agosto 2024

Mozione approvata all’unanimità per una seduta coi vertici della società che gestisce il servizio idrico Di Bucchianico (FdI): «Interventi più tempestivi». Marongiu (Pd): «Nuovo serbatoio a San Nicolino»

LANCIANO. «Convocare una seduta straordinaria in tempi brevissimi sulla crisi del servizio idrico con l’invito a partecipare ai vertici della Sasi spa»: è la decisione del consiglio comunale che, dopo una discussione anche accesa, ha provato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Ordine del giorno che prevede anche un impegno del sindaco e della giunta a sollecitare la Sasi «affinché garantisca una buona qualità dell’acqua, del servizio e il rispetto degli orari di interruzione del servizio che deve restare pubblico».
Nell’estate più difficile degli ultimi anni sul fronte idrico con chiusure e razionamenti continui in 54, ad oggi, Comuni su 87 serviti dalla Sasi, anche il consiglio di comunale di Lanciano ha discusso del problema su richiesta della maggioranza. «È un problema enorme quello della crisi idrica, che non può essere affrontato come una continua emergenza», afferma il consigliere Gabriele di Bucchianico (FdI), «che diventa anche un problema igienico e sanitario da affrontare con interventi e progetti concreti, come il rifacimento delle reti senza dover pregare che ci siano pioggia e neve per avere un po’ di acqua. Non è possibile poi», continua, «che non ci siano neanche interventi tempestivi in situazioni di emergenza». E riporta l’esempio di una famiglia di Marcianese che lunedì mattina ha chiesto l’intervento dell’autobotte e, dopo tre telefonate al numero verde Sasi, mercoledì sera era ancora senza acqua.
Discussione con il centrosinistra che ha toccato anche il problema del cambiamento climatico, «un fatto», si legge sul documento approvato, «verso il quale vediamo ancora un atteggiamento anacronistico: si interviene sempre in emergenza, senza una programmazione di lungo periodo». E poi la dispersione idrica che è quella che fa più rabbia, che c’è da anni e dei milioni arrivati in Sasi anche con Pnrr per risolvere il problema di cui si chiede conto. «Si parla di milioni che la Sasi gestisce per lavori fatti: che mostri le rendicontazioni», dice il consigliere Carlo Ciccocioppo. «A novembre 2021 erano stati stanziati 41 milioni per la rete, pozzi e adduzioni», rilancia Giuseppe Luciani, «che fine hanno fatto?».
Nel documento c’è un sunto dei soldi annunciati dalla Sasi per lavori: dieci milioni nel 2017, settanta milioni a dicembre 2022, nove milioni del novembre 2023. «E ci troviamo con chiusure programmate, indicate nei bollettini settimanali di Sasi che non vengono rispettate, lasciando centinaia di famiglie senza acqua per giorni», evidenzia Di Bucchianico.
È del sindaco Filippo Paolini l’idea del consiglio comunale aperto alla Sasi con cui, dice, «c’è una interlocuzione continua». Idea apprezzata anche dalla minoranza che però tira una stoccata alla Regione: «Bene il consiglio comunale straordinario con la presenza Sasi per aver chiarezza, contezza e tempi degli interventi sulle reti grazie al Pnrr», dice Leo Marongiu (Pd), «ma bisogna rimarcare che in questa emergenza idrica non c’è stato in questi anni alcun investimento straordinario dalla Regione. Su Lanciano e sulle contrade più in difficoltà come Marcianese, Re di Coppe, Serre, Villa Elce, Villa Andreoli, Sant’Onofrio, non bisogna perdere tempo e in attesa degli investimenti, anche in compartecipazione con Sasi, va studiato un piano per un nuovo serbatoio a San Nicolino da realizzare come amministrazione comunale con un investimento di 200-300mila euro».
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