Acqua, sorgenti già ai minimi stagionali

Il presidente Basterebbe: stiamo attingendo dai pozzi di riserva. Se continua così problemi più seri il prossimo anno
LANCIANO. «Il mio concittadino che torna dalla fabbrica alle 23 potrà fare la doccia questa estate?». «Non credo». È il botta e risposta tra il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, e il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, a far capire le condizioni del servizio idrico negli 87 comuni gestiti dalla società del servizio idrico. La crisi dell’acqua tiene banco anche nell’assemblea dei sindaci soci-Sasi dedicata al bilancio 2019, passato con 46 voti a favore, 5 astenuti e il voto contrario proprio di Muratelli. Arrivate però anche buone notizie per gli investimenti, tra fondi Cipe (dal ministero dovrebbero giungere circa 10 milioni di euro) e Fas che però non bastano a placare la sete non solo del Vastese ma anche dei Comuni del Sangro Aventino. Aumentato infine il costo del personale di quasi 800.00 euro.
LA CRISI IDRICA. Le chiusure notturne e i razionamenti già iniziati; le sorgenti sempre più a secco, le perdite delle reti e il consumo di acqua aumentato già da marzo durante l’emergenza Covid: sono i segni della crisi idrica che mette in ginocchio la Sasi ma soprattutto i suoi 163.000 utenti. «La portata delle sorgenti sta diminuendo», spiega Basterebbe ai sindaci, «stiamo attingendo acqua dai pozzi di riserva. I consumi sono aumentati da marzo e abbiamo avuto un inverno con poca neve e precipitazioni che ha asciugato le falde. Se quest’anno riusciremo ad andare avanti con i razionamenti, i problemi ci saranno l’anno prossimo perché le falde si riempiono in due anni». E la spiegazione è anche la risposta al sindaco Muratelli che ha chiesto se finiranno mai le chiusure notturne. «Che poi sono di 12 ore», precisa il sindaco, «dalle 20 alle 8. Siamo contenti di aiutare il Vastese, ma abbiamo problemi anche noi da anni».
IL BILANCIO. Da qui il “no” di Altino al bilancio 2019 chiuso con un utile netto di 997.716 euro (lo scorso anno era di 246.000 euro). Bilancio approvato dalla maggioranza dei sindaci, 46, mentre 5 si sono astenuti (i primi cittadini dei Comuni di Tornareccio, Liscia, Monteodorisio, Roccaspinalveti e Castiglione Messer Raimondo). «È un bilancio che rispecchia la collaborazione, la condivisione di progetti che regna nel Cda (con Maria Roberti e Corrado Varrati, ndc) e i sindaci», rimarca Basterebbe, «e che si concretizzano in investimenti su depurazione e reti».
GLI INVESTIMENTI. «Quelli 2019 ammontano a 3.383.000 euro a cui bisogna aggiungere 5.587.486 di opere che si riferiscono anche alla conduttura idrica di San Salvo-Casalbordino e Atessa-Archi», dice Basterebbe. «Sono previsti investimenti per gli anni 2020-2022 di 43 milioni di euro, per gran parte destinati alla depurazione, alla chiusura delle fosse imhoff e poi alle reti». Il presidente ha ricordato gli interventi in corso nel Vastese per la ricerca perdite e ora nella sistemazione delle reti colabrodo per recuperare acqua e il recupero delle piccole sorgenti. «È stato approvato il progetto che prevede un rilancio sotto Perano», riprende Basterebbe, «mentre dopo il via libera del Parco della Maiella stiamo mettendo in sicurezza i pozzi di Monte Porrara, a Palena, per prelevare 30 litri al secondo e migliorare le condizioni a Paglieta, Altino, Perano. Aspettiamo 6.900.000 euro di vecchi fondi per le reti e dovrebbero arrivare 10 milioni dalla commissione ministeriale per i fondi Cipe. Il progetto più importante da 25 milioni prevede l’unione delle 4 sorgenti, con un potabilizzatore ad Altino e la nuova condotta da Casoli verso il Vastese».
IL PERSONALE. Voce in aumento nel bilancio quella del costo del personale, passato da 7.252.000 a 8 milioni di euro e di cui ha chiesto conto il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, che poi il bilancio non lo ha votato. «È stato determinato per circa il 30% dal costo del direttore generale (licenziato ad aprile, ndc)», chiude il presidente, «poi si sono aggiunti adeguamenti salariali, altri pagamenti. Ad ogni modo il costo medio di un dipendente Sasi è di 44.223 euro annui, meno degli altri gestori; ad esempio i 50.780 della Gran Sasso o i 50.566 della Ruzzo».
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