Acquedotto, un guasto al giorno in attesa dei grandi interventi

LANCIANO . C’è chi ha dovuto attendere l’ora di pranzo e chi il pomeriggio inoltrato per vedere scorrere di nuovo l’acqua dai rubinetti di casa, rimasti a secco dalle 12 di mercoledì a seguito di una...
LANCIANO . C’è chi ha dovuto attendere l’ora di pranzo e chi il pomeriggio inoltrato per vedere scorrere di nuovo l’acqua dai rubinetti di casa, rimasti a secco dalle 12 di mercoledì a seguito di una rottura nella condotta principale dell’acquedotto del Verde, il più grande dei sei della Sasi, in località Macchie a Fara San Martino. Duecentomila abitanti, per 40 comuni (nell’elenco diffuso ieri mancava Ari, ndc) che hanno fatto i conti con l’ennesima “sospensione idrica per riparazione urgente” comparsa sul sito Sasi, pieno di queste notizie: una media di quasi due al giorno, che si sommano agli avvisi settimanali delle chiusure programmate per “risparmio della risorsa idrica”.
«I lavori sono iniziati mercoledì alle 11 ed è stato numeroso il personale coinvolto: 4 operai Sasi, una squadra esterna che si è occupata di una seconda perdita sulla stessa condotta che già monitoravamo, 10 persone che hanno lavorato tutta la notte senza interruzioni e altre 10 che si sono occupate della riapertura di tutti i serbatoi», spiega Fabrizio Talone, responsabile delle reti adduzione e distribuzione, «la rottura è stata causata dall’assestamento del terreno che ha determinato una tensione alla condotta provocando il distacco di 30 centimetri tra il punto di congiunzione di due tubi, del diametro di un metro».
Una rottura non prevedibile come ce ne sono praticamente ogni giorno negli 87 Comuni della Sasi. Sulla pagina Facebook della società si contano dal primo al 9 marzo 14 avvisi di “sospensione idrica per riparazione urgente”, di cui due riguardanti più Comuni (ieri 40 e il 7 marzo altri sette). A questi si aggiunge l’elenco di 16 Comuni con chiusure programmate dal 6 al 13 marzo. A febbraio? In 28 giorni 51 avvisi: in particolare Guardiagrele, Lanciano, San Vito, Atessa che esasperano gli utenti. Perché tante riparazioni? Perché gran parte delle reti risale agli anni ’50. Alcuni tratti sono stati cambiati, ma servono interventi massicci, che sono anche in arrivo con i progetti di ricerca perdite e i tre finanziati con fondi Pnrr. «Aumentare la quantità d’acqua immessa nelle reti ed evitare di far restare a secco i rubinetti in casi di rotture improvvise o lavori sono gli obiettivi che la Sasi vuole realizzare coi progetti Pnrr andati a gara il 30 dicembre e che si chiuderanno il 5 maggio», aggiunge Pio D’Ippolito, direttore dell’area tecnica Sasi, «con quasi 8 milioni c’è la nuova condotta Fara-Casoli, poi si rifarà il tratto Casoli-Scerni: 24,5 chilometri di rete per quasi 20 milioni. Il terzo progetto da 16 milioni riguarda la realizzazione del potabilizzatore e l’interconnessione delle reti. Progetti complessi che si spera di ultimare entro il 2026».
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