Addio a Di Leonardo, è morto il grande maestro degli organetti

Si è spento all’età di 80 anni lo storico commerciante di musica in via Pollione, il ricordo della figlia Il racconto del fratello: «Gli consigliai di spostare il negozio allo Scalo ma lui amava il centro»
CHIETI. Generazioni di appassionati di musica sono andati da lui per acquistare uno strumento. Vittorio Di Leonardo, titolare dello storico negozio di strumenti musicali di via Pollione, è morto venerdì all’età di 80 anni. Era ricoverato per un tumore all’hospice di Torrevecchia. Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali nella chiesa del Tricalle, struttura in grado di accogliere più gente rispetto a quella di San Camillo de Lellis a Filippone, quartiere dove Di Leonardo abitava insieme alla moglie Adelaide. Il parroco don Michele Panissa, amico di famiglia, ha celebrato il rito davanti alla figlia Francesca, al genero Massimo, alla sorella Rosanna, ai fratelli Tonino e Raffaele e ai tanti amici presenti. «È stato un grande papà, un punto di riferimento per tutti», dice la figlia Francesca.
Vittorio, insieme al fratello minore Raffaele, ha gestito il negozio sino a quando le forze glielo hanno permesso. I due fratelli sono subentrati al padre Luigi nel 1988. Un’intera famiglia, da generazioni, ha portato avanti l’attività di padre in figlio. Un’attività ultracentenaria. Nel 1871 il bisnonno Antonio aprì il primo negozio di strumenti musicali a Bucchianico. Agli inizi del Novecento, il nonno Raffaele ha deciso di spostarlo a Chieti, in via Pollione, nel cuore della città. Quando Chieti iniziò a non essere più la città viva e piena di giovani d’un tempo, Raffaele suggerì al fratello di spostare il negozio allo Scalo, economicamente più vivace. «Ritenevo fosse molto più conveniente», dice lo stesso Raffaele, «ma Vittorio non ha voluto: si è opposto con quella fermezza di carattere che gli era propria insieme all’affabilità e alla bontà. Non voleva contribuire all’impoverimento del centro storico. E così siamo rimasti lì e lì rimarremo: porterò avanti in questo modo la sua eredità. Più che un negozio ormai siamo diventati un club per appassionati di musica. Più che clienti abbiamo amici. E questa è stata la nostra forza in un settore dove l’on line ormai la fa da padrone». Nel negozio ci sono anche pezzi della storia della musica abruzzese, come il laboratorio per costruire i “du botte”, organetti tipicamente abruzzesi che il padre Luigi regalava alla nascita dei nipoti. «Io il mio lo conservo ancora», dice uno di loro, Luigi Di Leonardo.

