Addio a Gabriele, 17° morto nel Frentano

4 Aprile 2020

Il dolore del sindaco di Palena. I casi positivi a Lanciano salgono a 34: due uomini e due donne in più

LANCIANO. È morto nell’ospedale di Chieti Gabriele Celio, 66 anni di Palena. È la diciassettesima vittima della zona lancianese e del Sangro con il coronavirus dall’inizio dell’emergenza. A dare la tragica notizia alla comunità il sindaco Claudio D’Emilio. «Questa mattina, con il cuore spezzato devo comunicarvi che il nostro concittadino Gabriele non è riuscito a vincere contro il mostro che attanaglia le nostre vite in questo momento», ha scritto D’Emilio. «Tutta l’amministrazione e tutti i palenesi si uniscono oggi insieme in un unico abbraccio al dolore dei familiari. Siamo una bella comunità ed è il momento di dimostrarlo ancora di più. Devo ricordarvi, purtroppo, che alle esequie non si potrà essere presenti, viste le disposizione di legge».
Ed è uno dei lati ancora più tristi di questa tragedia fatta di vite spezzate in solitudine. Il 66enne era ricoverato nel Policlinico di Chieti. Lavorava come collaboratore scolastico nella stessa scuola dove era Anna Lucia Paterna, 60 anni, di Torricella Peligna scomparsa il 22 marzo scorso. A Palena ci sono due persone in isolamento domiciliare, con sorveglianza attiva della Asl.
Sono invece 34 i casi positivi a Lanciano. Ieri degli 8 casi registrati nella Asl Lanciano Vasto Chieti, la metà sono lancianesi. Si tratta di due uomini e due donne di 47, 61 55 e 81 anni. Due di loro sono in ospedale a Chieti. E sull’ospedale di Lanciano - dove ci sono stati 7 pazienti morti anche per il Covid-19 preso nei reparti di Ortopedia e Medicina - è tornato a parlare il sindaco Mario Pupillo per tranquillizzare la città. «Ortopedia ha riaperto nei giorni scorsi dopo la sanificazione», dice Pupillo, «mentre sono state appena bonificate Medicina e Utic che riapriranno a breve. Mantenere un ospedale completamente no Covid-19 è un po’ un’utopia ora, visto che, purtroppo, possono entrare pazienti che sviluppano i sintomi dopo un paio di giorni, o ci sono gli asintomatici, ma con le bonifiche e i tamponi che devono esser però riconsegnati in tempi più brevi, la situazione migliora. Il Renzetti è fatto di ottimi medici, infermieri, operatori socio sanitario, e non deve essere abbandonato». (t.d.r.)
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