Addio a Libertini, storico della Resistenza

23 Giugno 2016

Il professore originario di Filetto si è spento a 69 anni. Per 17 anni è stato preside dello Scientifico

LANCIANO. Si è spento martedì pomeriggio, dopo una lunga malattia, Vincenzo Libertini, storico, ricercatore e preside del liceo scientifico Galilei per ben 17 anni. Originario di Filetto (dove il padre Luigi era farmacista), se n’è andato a 69 anni all’ospedale di Pescara. Laureato in Lettere a Bari, aveva iniziato come docente continuando a coltivare gli studi letterari attraverso la collaborazione con varie riviste. È stato docente e preside in vari istituti, dall’Alberghiero di Villa Santa Maria all’istituto tecnico di Lanciano, prima di diventare dirigente scolastico al Galilei. Luciano Biondi, insegnante, lo ricorda per «l’umorismo sottile e intelligente, la sua enorme passione per la storia, l’aver introdotto, “ultimo tra gli ultimi”, il computer per lo svolgimento degli scrutini, ma, sopra ogni cosa, la porta sempre aperta della sua presidenza». «Quanti lo hanno conosciuto ne ricordano le doti umane, l’attaccamento al lavoro, la sua presenza, la sua passione per la ricerca storica, la sua disponibilità verso tutti», aggiunge il vice preside della scuola, Carlo Orecchioni.

Libertini era socio della Deputazione abruzzese di storia patria e dell’Istituto abruzzese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea con il quale, lo scorso marzo, in occasione del Mese della Resistenza, aveva organizzato un convegno sulle stragi naziste e fasciste in Italia. Come appassionato di storia aveva collaborato anche per il Centro, in particolare nel ricordare l’insurrezione del 5 e 6 ottobre 1943. «Piangiamo un pilastro della cultura lancianese. Un uomo buono, persona per bene, profondo amante e studioso della Storia e del ruolo dell’istruzione nella formazione di tante generazioni di giovani», è il ricordo del sindaco Mario Pupillo, «con lui abbiamo condiviso la battaglia per la difesa dell’Archivio storico. L’abbiamo vinta quella battaglia e lo dobbiamo anche all’impegno in prima linea del professor Libertini». «Era un amico affettuoso, intellettuale sempre presente e impegnato», dice Emiliano Giancristofaro, che fu suo insegnante, «fu tra i primi ad aderire, con me e Domenico Barbati, alla rinascente editrice Carabba negli anni ’70». Libertini lascia la moglie Laura e il figlio Luigi. Il funerale si celebra questo pomeriggio, alle 17, nella chiesa di San Pietro. La salma sarà poi tumulata nella cappella di famiglia a Filetto.

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