Addio al capitano Fabio, è lutto cittadino

Oggi i funerali del giovane papà morto nello schianto in scooter. Il ricordo degli amici: «Era un ragazzo serio e rispettoso»
LANCIANO . È lutto cittadino a Treglio per l’addio a Fabio Pasquini, il papà di 31 anni morto nello schianto tra il suo scooter e un’auto. Il sindaco Massimiliano Berghella lo ha proclamato per permettere a tutta la comunità di partecipare al funerale, che si tiene questa mattina, alle 10.30, nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta, in piazza San Giorgio. La salma muoverà dall’abitazione di famiglia in contrada San Martino. Pasquini ha trovato la morte domenica mattina, mentre in scooter raggiungeva al mare, alle Morge, la moglie Katia, la figlioletta Perla, 4 anni, e gli amici. Fabio non era andato con la famiglia perché doveva risalire prima dal mare per prendere servizio, di pomeriggio, nella stazione di Saletti della Sangritana, dove lavorava come operatore di manovra.
«Era solare, serio, responsabile. Lavorava in Sangritana da poco», dice Pasquale Di Nardo, amministratore unico dell’azienda, «ma fin dall’inizio ha mostrato un grande attaccamento a questa azienda. Un rapporto di lavoro che assumeva per lui un’importanza particolare in ricordo del papà, dipendente della Ferrovia Sangritana». Il padre, Franco, è morto anch’egli in circostanze tragiche, nel 2013, ucciso a 54 anni da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale. Ieri intanto la polizia stradale di Lanciano, diretta dal comandante Renato Menna, ha depositato in Procura una prima informativa sullo schianto, avvenuto sulla Statale 16, a Fossacesia. I primi accertamenti confermano la mancata precedenza allo scooter da parte del conducente della Fiat Tipo, F.R., 62 anni, di Fossacesia, indagato per omicidio stradale. La Yamaha T-Max di Pasquini e l’auto sono stati sequestrati per permettere ulteriori accertamenti, volti a determinare anche la velocità a cui procedeva lo scooter. Non è coinvolto nell’incidente l’autocaravan di una famiglia di turisti di Macerata, che si è trovato a passare dopo l’impatto tra l’auto e la moto.
Un ragazzo serio, rispettoso, dedito al lavoro e alla famiglia: così tutti ricordano Fabio Pasquini. In tanti in queste ore si stringono al dolore della moglie e della loro bambina, della madre Mariagrazia, del gemello Luca e del fratello maggiore Dario. La pallacanestro abruzzese piange il capitano dell’Intrepida Ortona, che ha coltivato la passione per il basket fin da bambino, sotto il canestro nella palestra della scuola. Lo ricordano le società frentane Lanciano Basket e Azzurra, dove ha militato fin da ragazzo ottenendo i primi successi. Messaggi di cordoglio arrivano anche dal Gruppo capisquadra cinghialai d’Abruzzo e dal Circolo bocciodromo di Lanciano. La caccia e le bocce, due passioni ereditate dal padre. «Potrai riabbracciare tuo papà», dicono gli amici, «ma qui lasci un vuoto immenso».
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