Addio all’autista morto nello schianto

Ortona, la frazione di Villa Grande si stringe alla famiglia di D’Anteo. La bara portata dai colleghi
ORTONA. Le note del silenzio di ordinanza riecheggiano davanti alla chiesa parrocchiale di Sant’Antonio, a Villa Grande, quando il feretro di Carlo D’Anteo arriva intorno alle 16. Una tromba suonata da un ragazzo asseconda le volontà del defunto, il quale avrebbe voluto proprio questa musica in caso di una simile cerimonia. Ad una settimana esatta dall’incidente avvenuto sulla strada provinciale 538 Marrucina, nel comune di Orsogna, ieri è stato dato l’ultimo saluto all’autista ortonese che non aveva ancora compiuto 44 anni.
Folla e commozione davanti alla parrocchia della popolosa contrada di Ortona: in tanti hanno atteso l’arrivo della salma dentro la chiesa, altri all’esterno sotto il sole battente di una giornata difficile per tutta la comunità. Molti continuano a ripetere di non credere a quanto avvenuto: una tragedia che affligge di dolore un’intera famiglia. D’Anteo era sposato con Daniela ed aveva due figli, Alessio e Stefania. Lascia anche la mamma Liliana, il papà Gabriele, la sorella Adele ed il fratello Domenico, pure loro distrutti dal dolore. Davanti alla chiesa si scorgono tantissimi ragazzi: sono i compagni di scuola dei figli del compianto Carlo. Sono lì, accompagnati dai genitori, per far sentire tutta la loro vicinanza ai loro amici. E c’è anche una delegazione della Gio Basket Ortona, la squadra di pallacanestro con cui gioca Alessio, il figlio dell’autista deceduto. L’altra società cestistica ortonese, la We’re Basket, ha invece postato sulla propria pagina Facebook un messaggio semplice ma significativo per ricordare D’Anteo: «Carlo…sempre con noi», recita il post. All’arrivo del feretro, dopo il toccante silenzio di ordinanza, sono i colleghi di lavoro a portare a spalla la bara del defunto. Indossano le divise della ditta Napoleone, sono commossi, alcuni nascondono gli occhi lucidi dietro un paio di occhiali da sole. Altri non riescono a trattenere le lacrime: piangono accompagnando in chiesa il feretro di un amico stimato. A officiare la messa è padre Bertino, in una cerimonia toccante e sentita. È l’ultimo saluto a un uomo tragicamente scomparso in un venerdì di sangue. (a.s.)

