Addio alla nuova statale Adriatica Il ministero cancella gli 87 milioni

Revocato il finanziamento per l’opera dell’Anas che ha generato contrasti sull’impatto ambientale Ma non è stato un fulmine a ciel sereno: l’ipotesi già annunciata dai vertici dell’ente alla Regione
SAN SALVO. «La revoca del finanziamento di 87 milioni di euro per la variante alla Statale 16 è un’occasione persa per il nostro territorio». Il vicesindaco di San Salvo, Eugenio Spadano, commenta così la notizia dei fondi dirottati altrove dopo anni di riunioni e confronti che hanno portato l’amministrazione comunale di Vasto a bocciare senza possibilità di appello un progetto che prevedeva viadotti e gallerie lungo il costone. Ora a far riaprire il dibattito, dopo alcuni mesi di silenzio, è la revoca del finanziamento. Non un fulmine a ciel sereno, ma una eventualità che era stata ampiamente annunciata dai vertici Anas e dalla Regione.
«È accaduto ciò che si temeva: il dirottamento di 87 milioni di euro su altri territori e la perdita di un’occasione per il nostro», annota Spadano, «già nel passato si era verificata la stessa situazione con il nuovo ospedale di Vasto, quando alla fine degli anni ‘90 si era vicini alla sua realizzazione e invece, in conseguenza di un’indecisione sul luogo dove doveva nascere, il finanziamento fu perso e sono passati 25 anni per riavere le risorse e sperare che lo si possa finalmente realizzare. Per la variante Anas adesso si profila lo stesso rischio più volte annunciato e purtroppo arrivato: un’altra occasione persa per un territorio che ha bisogno di infrastrutture per poter crescere. Non ha senso oggi dire di chi è la colpa», continua il vicesindaco di San Salvo, «è necessario invece riflettere sulle conseguenze che una mancanza di unioni di intenti provoca sulle economie e la sicurezza dei nostri territori. Bisogna necessariamente lavorare con maggiore serenità e concretezza, sforzandosi di superare i campanili e le appartenenze, al fine di utilizzare le risorse disponibili e non disperderle per difficoltà ed incomprensioni autolesionistiche», conclude Spadano.
Sulla stessa lunghezza d’onda la lista San Salvo Città Nuova. Secondo la compagine civica che fa capo all’ex sindaca e attuale presidente del consiglio comunale, Tiziana Magnacca, «occorre abbandonare i veti e le posizioni precostituite». E Vasto? «In realtà quegli 87 milioni di euro erano solo sulla carta», afferma dal canto suo l’ex assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Forte, oggi consigliere comunale del Pd, «e, in ogni caso, non sarebbero stati sufficienti per la realizzazione dell’opera che, con i costi lievitati del 35%, avrebbe richiesto un finanziamento di 130 milioni. L’Anas aveva in cassa solo 16 milioni di euro: questo posso dichiararlo con assoluta certezza perché a dirmelo, durante uno dei tanti incontri avuti per fare chiarezza sul progetto, fu proprio un alto funzionario». Forte non aggiunge altro, ma fu proprio lui a guidare la protesta quando Anas prospettò la realizzazione di viadotti e gallerie lungo il fragile costone orientale di Vasto. Un’opera di grande impatto ambientale che il consiglio comunale ha nei mesi scorsi bocciato, rispedendo al mittente ogni ipotesi di tracciato che possa creare un danno irreversibile al paesaggio, ma dichiarandosi favorevole a una variante interna che decongestioni il traffico veicolare lungo il tratto di Statale 16 che attraversa Vasto Marina, soprattutto in estate.
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