Addio Luca, è morto l’avvocato che amava il basket e la Juventus

Di Menno Di Bucchianico si è spento a 36 anni, oggi l’addio L’Azzurra: «Un esempio». L’abbraccio degli amici: «Un leone»
SANTA MARIA IMBARO. Ha lottato come un leone, fino alla fine, contro la malattia che negli anni gli ha fiaccato il fisico, ma non lo spirito e il coraggio. Aveva solo 36 anni Luca Di Menno Di Bucchianico, avvocato e sportivo di Santa Maria Imbaro. Dal 2017 combatteva contro un sarcoma osseo che gli aveva portato via la gamba destra e che ora ha spento il suo sorriso e la sua grande voglia di vivere. Ieri mattina la terribile notizia è rimbalzata dall’hospice Alba Chiara, dove era ricoverato, a Santa Maria Imbaro, paese dove è cresciuto e dove vivono i genitori. Ma Luca era conosciuto e amato anche a Lanciano, dove aveva frequentato l’istituto tecnico industriale Da Vinci e mosso i primi passi sul parquet. Era uno sportivo Luca, appassionato di basket e di calcio. «Gioco a pallacanestro da quando avevo 8 anni», amava dire di sé. E poi il grande tifo per la Juventus, passione condivisa con il fratello maggiore Flavio.
«Tutta la famiglia Azzurra Basket si stringe attorno alla famiglia di Luca», è il messaggio di cordoglio della società frentana in cui il 36enne aveva militato, «che oggi ci ha lasciati dopo aver lottato con grande coraggio contro un lungo periodo di malattia. L’Azzurra ti ricorda con lo stesso coraggio in campo, sempre a disposizione dei tuoi compagni». «Un grande dolore, ho seguito il suo calvario e posso testimoniare la grande forza di Luca», commenta anche Flavio Flaminio, storico dirigente di basket, «un coraggio immenso nell’affrontare la malattia, sostegno lui per la famiglia e non il contrario». La grinta e la forza d’animo che metteva in campo sono le stesse che ha sfoderato contro il tumore. «Eravamo sempre complici e spalla a spalla, proprio come in questa foto», commenta l’ex compagno di squadra, Marco Di Biase, «una parte della mia vita oggi mi lascia. Sei stato sempre un passo avanti e anche oggi mi hai insegnato a lottare contro tutti e tutto! Ora potrai riposarti leone!». «Il buzzer beater (canestro realizzato sul suono della sirena, ndc) della vita, il tuo mitico tiro da tre», ricorda ancora Carlo de Pasqua, «ciao amico cestista. Noi e il basket ti vorremo sempre bene».
Dopo gli studi superiori, Luca aveva conseguito la laurea in giurisprudenza all’università di Macerata e nel 2015 aveva superato l’esame di abilitazione da avvocato. Il piglio da giurista lo metteva anche nel perorare le cause dei malati. Come quando si era rivolto al difensore civico per un palo della luce che ostruiva il suo garage a Martinsicuro, dove abitava con la compagna.
Dei disagi vissuti dai pazienti oncologici come lui, costretti anche a spese costose per viaggi e cure, si era fatto portavoce presso le istituzioni regionali.
Il Comune di Santa Maria Imbaro ha messo a disposizione il centro diurno minori, al piano terra del palazzo municipale, per allestire la camera ardente. Nel suo paese Luca voleva tornare a vivere e qui i suoi amici possono salutarlo per l’ultima volta. «Era sempre positivo e sorridente», lo ricorda il sindaco Maria Giulia Di Nunzio, «era un ragazzo con cui poter parlare di tutto, socievole, che aveva tanti amici e a cui piaceva stare in mezzo ai giovani. Ultimamente ci eravamo sentiti per messaggio poiché a settembre eravamo riusciti a predisporre un parcheggio disabili sotto il suo condominio per quando tornava in paese, ma non l’ha mai potuto utilizzare. È un dolore immane per la famiglia e la comunità, Luca meritava tanto altro ancora».
Oggi saranno in tanti a stringersi attorno alla mamma Pina, al papà Dionino, alla compagna Stefania, al fratello Flavio con la moglie Giuliana, alle nipoti Giorgia e Alisia, alla nonna Anna e a tutti gli altri familiari. Per questo il funerale sarà celebrato nella cattedrale della Madonna del Ponte, a Lanciano, alle ore 15.30. Dopo le esequie, il corpo di Luca sarà cremato. (s.so.)
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