Addio Marino, fece di Chieti una città bella
Il costruttore muore a 81 anni, è stato assessore e storico presidente della squadra neroverde
CHIETI. E' morto, nel pomeriggio di giovedì, a Villa Serena, dove era da tempo ricoverato Luciano Marino. Aveva 81 anni. Con lui si può davvero dire che Chieti perde uno dei personaggi che meglio l'hanno rappresentata, non solo come imprenditore, a cui tra l'altro si deve il recupero dell'ex tabacchificio di via Colonnetta trasformato nella prestigiosa sede della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, oltre alla realizzazione di diversi complessi abitativi, ma anche come pubblico amministratore e dirigente sportivo. Marino infatti è stato assessore ai lavori pubblici dal 1975 al 1980, con Angelo Zito primo cittadino, ruolo a cui si dedicò cercando di portare nella gestione del comune, nel delicatissimo settore che gli era stato affidato, una impostazione manageriale che al tempo rappresentò una svolta non di poco conto a Palazzo d'Achille.
La sua disponibilità nei confronti della città, intesa in tutte le sue attività, è stata sempre totale. Non si è mai tirato indietro quando si trattava di operare per qualche buona causa cittadina. Personaggio aperto, cordiale con tutti, sempre pronto a dare una mano. E' stato anche presidente del Chieti calcio, nel periodo successivo alla gestione di Guido Angelini. Marino assunse la presidenza del Chieti nella stagione 1977-78: suo collaboratore, sulla panchina neroverde fu il compianto Ezio Volpi, uno degli allenatori più stimati della tifoseria. La curva dello Stadio Angelini porta infatti il suo nome.
L'esperienza calcistica di Luciano Marino non ebbe un bel finale, ma nessuno ha mai potuto indicare nel presidente il colpevole delle situazioni che portarono la società al fallimento. Marino fece di tutto infatti per mantenere alti i colori sociali e il buon nome di Chieti, ed è un riconoscimento che non è mai venuto meno.
I funerali si terranno oggi alle 11, nella chiesa di Madonna degli Angeli, la parrocchia alla quale Luciano Marino offrì sempre pieno e generoso sostegno. Infatti più volte affiancò l'allora parroco don Amadio per i lavori che interessarono il tempio. Fu anche la sua impresa a intervenire per recuperare, su richiesta dei residenti, la piccola chiesa della Madonna della Vittoria, risalente al 1571, che appariva destinata alla totale distruzione. Luciano Marino lascia la moglie Maria, i figli Gian Luigi, Massimo, Anna Laura, Giovanna e Marina. A loro e a tutti i famigliari vadano le più sentite condoglianze.
Gino Di Tizio

