Addio Piero Di Primio, fondò La Buccia

21 Agosto 2020

Storico ristoratore, nel suo locale centinaia di banchetti. Era orgoglioso del figlio Umberto, sindaco di Chieti. Oggi i funerali

RIPA TEATINA . Intraprendente, cordiale, allegro, innamorato della vita: così gli amici descrivono Piero Di Primio, morto la notte scorsa a 75 anni all’ospedale Santissima Annunziata. Noto ristoratore di Ripa Teatina, era padre del sindaco di Chieti, Umberto. Il nome di Piero, e quello del fratello Biagio morto alcuni anni fa, è legato al mondo della ristorazione. Piero e Biagio Di Primio hanno infatti scritto insieme la storia culinaria del paese e poi dell’Abruzzo.
Piero è cresciuto tra gli odori e i sapori della cucina tradizionale abruzzese, tra fornelli sempre accesi, banchetti, matrimoni e clienti da intrattenere. Nel 1962 i genitori, Umberto e Ada, aprirono infatti lo storico ristorante “La Buccia”, nella centrale via Roma, a Ripa, che poi rilevò assieme al fratello.
«Mentre Biagio era impegnato in cucina con sua moglie Marilena e la cognata Celestina», ricorda il sindaco di Ripa Teatina Ignazio Rucci, «Piero si occupava della sala: accoglieva i clienti, li intratteneva. E in questo era imbattibile. Sempre pronto alla battuta, allegro, affabile: era capace di parlare e intrattenere i suoi ospiti per ore. Ma era soprattutto un uomo intraprendente. Mi diceva sempre: “Ignà, io devo osare”». E ha osato nella sua vita. A cominciare col ristorante che negli anni ’80 ha trasferito in viale Europa, in un edificio molto più grande dove ha organizzato e dato vita a centinaia di cerimonie, comunioni e matrimoni, feste.
«Con le cerimonie hanno avuto sempre a che fare Piero e Biagio», riprende il sindaco, «infatti la mamma Ada, prima di aprire il ristorante, cucinava nelle case in cui si tenevano le feste di matrimonio. E quel tipo di cucina casereccia, tradizionale, abbondante è stata la bandiera de La Buccia e l’ha resa famosa in tutta la Regione». E si parla infatti di banchetti con decine di portate, tra cui la famosa pasta al Montepulciano.
Piero non era cuoco, ma era un sommelier conosciutissimo in zona e faceva arte della sua passione per i vini. «Non solo, amava anche lo sport», precisa Rucci, «tanto che aveva pure fondato una squadra di basket in paese. Era un personaggio eclettico, sempre presente nelle iniziative della comunità».
«Ci stuzzicavamo anche, politicamente, ma era un piacere», prosegue il sindaco. «E restando nella politica posso dire che era tanto orgoglioso del figlio Umberto che era diventato sindaco a Chieti, per due volte di seguito. Era per lui un punto di riferimento».
Piero lascia la moglie Celestina, i figli Umberto, Maja e Carla, le nipoti Alice, Agnese, Celeste e Lucrezia, la cognata Marilena, la nuora Manuela. I funerali si celebrano questa mattina alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo di Ripa Teatina, muovendo anticipatamente dall'obitorio di Chieti. A causa delle norme anti Covid gli ingressi sono contingentati.
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