«Adesso basta con il cemento in spiaggia»

FOSSACESIA . «Basta cemento sulle spiagge, il litorale abruzzese sia almeno in parte riqualificato e rinaturalizzato». Lo chiede il Coordinamento Tu ViVa, che accoglie con soddisfazione la...
FOSSACESIA . «Basta cemento sulle spiagge, il litorale abruzzese sia almeno in parte riqualificato e rinaturalizzato». Lo chiede il Coordinamento Tu ViVa, che accoglie con soddisfazione la sospensione dei lavori decisa da Comune di Fossacesia e Suap per lo stabilimento Levante, in seguito agli esposti delle associazioni. «Il Comune motiva l’ordinanza», spiega il Coordinamento, «con il fatto che nel frattempo l’erosione costiera avrebbe cambiato le caratteristiche dei luoghi rispetto al momento del rilascio dei permessi. Invece si difende sulla questione dei materiali utilizzati ritenendoli regolari, come le grandi travi in cemento, quando il piano del demanio marittimo regionale prevede esclusivamente l’uso di materiale ecocompatibile. Il Coordinamento chiede il rispetto delle norme e, quindi, mai più cemento sulle spiagge abruzzesi. Il paesaggio e la costa non si tutelano facendo realizzare nuovi stabilimenti e, per giunta, con le sembianze di un capannone industriale».
Si tratta del secondo caso con forti criticità dopo quello del lido “Il Pirata”, sul lungomare sud, poi messo sotto sequestro e in parte demolito dalle mareggiate. «La larghezza della spiaggia di ciottoli di Fossacesia marina si è progressivamente ridotta», afferma Elio Torlontano, console regionale del Touring club, «probabilmente per effetto di fenomeni di portata ben più vasta di quelli locali. Ciò nonostante vi si continuano a costruire stabilimenti balneari sempre più grandi, occupando la spiaggia fin sulla battigia e non rispettando l’obbligo di lasciare libera la fascia di 5 metri a partire dalla linea lungo cui l’onda bagna la spiaggia. Tanto più eludendo il limite di 25 metri definito dalle norme tecniche del Piano demaniale marittimo del Comune di Fossacesia, che è entrato in vigore nel 2012 considerando la linea di costa rilevata nel 2006. Un piano, dunque, già viziato da una base dati non corrispondente allo stato dei luoghi. Ritenendo improbabile che tali costruzioni siano state avviate senza i prescritti permessi, è evidente che gli strumenti vigenti non sono capaci di evitare il consumo duraturo del suolo. Il Touring club, pertanto, chiede alla Regione la totale revisione del piano demaniale marittimo». (s.so.)

