Adottata dopo gli abusi in casa: la madre assolta dopo nove anni

11 Febbraio 2024

La ragazza subì da piccola le violenze del padre: i giudici dell’appello confermano 7 anni e mezzo all’uomo La donna, invece, è risultata innocente in secondo grado: che cosa succederà per la potestà genitoriale?

LANCIANO. Il padre abusò della figlia quando era piccola, fino ai 7 anni di età quando fu portata via da casa: è confermata la condanna a sette anni e mezzo di reclusione. La madre non ha commesso alcuna violenza privata verso la bimba: è ampiamente assolta. È la sentenza della Corte di appello dell’Aquila che ha parzialmente riformato la sentenza del tribunale collegiale di Lanciano del novembre 2020 che ha condannato un padre 55enne di un comune sangrino, (omettiamo riferimenti per evitare che venga individuata la bambina), per violenza sessuale aggravata su minore, la figlia, a 7 anni e 6 mesi di reclusione, e la madre, 56 enne, ad un anno, pena sospesa, per tentata violenza privata e induzione della minore a rendere falsa testimonianza, assolta dal reato di maltrattamenti in famiglia. A difendere i genitori l’avvocato Massimo Biscardi che su questa sentenza ha presentato il ricorso in appello che ha assolto ampiamente la madre da ogni accusa, ma non il padre.
La delicata vicenda nasce quasi 10 anni fa, quando Chiara, nome di fantasia, comincia a mostrare segni di disagio a scuola: sguardi assenti, silenzi e crisi di pianto. Una sofferenza troppo grande per una bimba tanto piccola che viene notata dalle maestre che si rivolgono alla Procura. Iniziano le indagini affidate ai carabinieri di Atessa. Si arriva al processo col padre accusato di violenza sessuale: “l’uomo, approfittando del suo ruolo di genitore, avrebbe ripetutamente abusato della figlia”. Grazie alle intercettazioni ambientali era emerso il ruolo della madre che diceva alla bimba: “Devi dire che non è successo niente” che “papà ha solo giocato”.
La bimba viene allontanata dai genitori, che perdono anche la patria potestà. Chiara viene data in adozione, vive lontana dall’Abruzzo, con una famiglia che le ha dato e le dà amore, cerca di lenire ferite che con la sentenza si sono riaperte. Una sentenza di appello che con l’assoluzione ampia della madre può riaprire anche il caso della potestà genitoriale che potrebbe essere riattribuita alla donna.
«Presenterò ricorso in Cassazione per la condanna del padre perché continuo a ritenere che sia fondata su elementi probatori tutt’altro che dirimenti», dice l’avvocato Biscardi. «Quanto alla assoluzione della madre», riprende il difensore, «sottolineo la lentezza del procedimento - il proscioglimento giunge ben 9 anni dopo il fatto e oltre 3 dalla pronuncia di primo grado - e il fatto che la bimba, oggi quasi 17enne, sia stata data in adozione ad altra famiglia dal tribunale dei minorenni che aveva sospeso la potestà genitoriale fondandosi per larga parte sugli esiti investigativi e istruttori del processo penale a carico della madre, oggi sconfessati dalla Corte d’appello. Non aggiungo altro sulla evidente gravità di tale ultima circostanza per quale si vaglierà ogni azione giudiziaria ritenuta più opportuna».
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