Adozioni, da Chieti parte la filiera per aiutare le coppie

20 Agosto 2020

L’assistente sociale Di Iorio diventa il riferimento in Abruzzo Scalera: «Noi, in prima linea per assistere le famiglie»

CHIETI. È Marina Di Iorio, assistente sociale del Comune di Chieti, il nuovo punto di riferimento per le adozioni internazionali in Abruzzo. Il decreto di nomina porta la firma del presidente della Regione Marco Marsilio. Quella firma chiude un cerchio che era rimasto aperto da 20 anni. Una svolta nel settore promossa in un pugno di mesi da un’altra donna teatina, l’avvocato Monia Scalera, componente da appena 9 mesi della Commissione per le adozioni internazionali, organo della Presidenza del consiglio dei ministri. Ora, le coppie che vogliono adottare bambini possono contare sulla guida di Di Iorio e su una filiera virtuosa.
«Questa nomina», dice Scalera, «è un punto di partenza importante perché è propedeutica alla realizzazione di un progetto ancora più ambizioso: un ente autorizzato regionale, con base a Chieti. Di questa iniziativa ho parlato anche con il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’avvocato Maria Concetta Favilene, che si è dimostrata subito entusiasta offrendo la sua più ampia disponibilità. Con il garante porteremo avanti anche altri progetti per la tutela dei minorenni: la salvaguardia dei soggetti deboli, in tutti i settori che li vedono coinvolti», sottolinea Scalera, «deve essere il faro della nostra azione».
Per la dottoressa Di Iorio, una carriera dedicata ai servizi sociali con le pareti dell’ufficio del Comune tappezzate di disegni dei bambini assistiti, è un’altra tappa raggiunta nel segno dell’impegno per gli altri: il decreto della Regione sottolinea che «le attività sono rese pro bono e tale incarico non comporta alcun onere per il bilancio regionale». Significa che nei servizi sociali sono le persone a fare la differenza. L’assistente sociale spiega così i dettagli: «Con il decreto presidenziale e la mia nomina a referente tecnico si dà prosieguo e nuova implementazione a quanto iniziato circa 20 anni fa, riprendendo le redini di progetti rimasti solo sulla carta e che oggi, grazie anche all’impegno della rappresentante delle Regioni nella Commissione per le adozioni internazionali, Monia Scalera, potranno ripartire e assicurare delle buone prassi a livello abruzzese con una comunicazione più fluida e diretta con tutti gli enti autorizzati che hanno competenza regionale e con gli operatori territoriali e dare quindi un supporto tecnico e informazioni dirette alle famiglie che danno la disponibilità per le adozioni internazionali. L’auspicio adesso», conclude Di Iorio, «è che venga costituito un tavolo di lavoro in sinergia con gli enti autorizzati, i servizi sociali competenti territorialmente e il tribunale per i minorenni al fine di porre le basi per l’attuazione di nuove e concrete buone prassi».
La nomina di Di Iorio mette tutti d’accordo: le equipe specializzate abruzzesi hanno dato il loro assenso all’unanimità con un voto per alzata di mano. «La legge 476 del 1998 recepisce e rende esecutiva, anche in Italia, la Convenzione dell’Aia per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozioni internazionali e ha disposto da diverso tempo, una nuova normativa. La Regione Abruzzo», continua Di Iorio, «ha dato notevole importanza a tale normativa sin dal 2001 con la costituzione delle equipe territoriali per le adozioni e ha cercato di implementare un nuovo assetto organizzativo in materia di adozioni internazionali e nazionali, senza trascurare gli elementi essenziali necessari per affrontare la profonda revisione culturale sia in coloro che si accingono ad adottare un bambino che viene da lontano, sia in tutti gli operatori impegnati nel preparare, facilitare e seguire l’inserimento di un bambino di cultura e di etnia diversa nel nostro tessuto sociale». (p.l.)
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