Adrilog, domani scioperano 750 lavoratori La Cgil è sul piede di guerra: «A San Salvo l’azienda risponde negativamente a ogni nostra richiesta»

SAN SALVO. Fari accesi sulla vertenza Adrilog di San Salvo. Domani 750 lavoratori incroceranno le braccia. La Filcams Cgil di Chieti. unitamente alle proprie rappresentanze sindacali aziendali e ai...
SAN SALVO. Fari accesi sulla vertenza Adrilog di San Salvo. Domani 750 lavoratori incroceranno le braccia. La Filcams Cgil di Chieti. unitamente alle proprie rappresentanze sindacali aziendali e ai propri iscritti, ha espresso solidarietà ai colleghi impegnati nell’appalto della logistica nel magazzino di Conad Adriatico di San Salvo alle dipendenze della Adrilog.
La sentenza emessa a maggio dal tribunale di Vasto non è bastata, né sono serviti altri tre incontri: i lavoratori non hanno ottenuto nulla.
La Adrilog fornisce servizi a diversi e importanti committenti compreso Conad Adriatico per il quale la società utilizza circa 350 soci lavoratori su San Salvo.
«Adrilog ha risposto negativamente ad ogni richiesta fatta», dichiara la Filcams Cgil. «I lavoratori chiedono un progressivo aumento delle retribuzioni, condivisione di regole sulla gestione degli orari di lavoro e il pieno rispetto di tutti i diritti previsti dal Contratto collettivo nazionale applicato. Adrilog ha risposto no a tutto. Ci ha detto che i dipendenti non si meritano il pieno riconoscimento dei diritti del contratto nazionale, devono lavorare con la massima flessibilità oraria, senza nessun riconoscimento, perché prima di tutto vengono le esigenze dei committenti».
La Filcams Cgil di Chieti ha quindi proclamato lo stato di agitazione sindacale che culminerà con lo sciopero di domani per l’intera giornata su ogni turno di lavoro. Il sindacato definisce «inopportuna» la condotta di Adrilog Soc. Coop.
La Filcams Cgil Pescara, per dare ulteriore forza al grido di protesta e rivendicazione dei lavoratori, si unirà al presidio che si terrà davanti al magazzino della Conad Adriatico di San Salvo a Piana Sant'Angelo.
«Abbiamo denunciato con forza le basse retribuzioni, la flessibilità totale degli orari di lavoro, la negazione dei diritti stabiliti dal contratto nazionale e chiesto di intervenire su tutti questi aspetti», proseguono dal sindacato. «La condizione dei lavoratori continua ad aggravarsi anche a causa dell’aumento dell’inflazione che sta impoverendo tutti. Vogliamo il rispetto di tutti i diritti contemplati nel contratto nazionale». (p.c.)
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