Agente di viaggio finisce sotto processo «Si è portata via i soldi delle vacanze»

24 Luglio 2023

Una donna di 60 anni è accusata di appropriazione indebita aggravata, il pm: «Si è intascata i pagamenti fatti dai clienti» E in tribunale, durante le testimonianze, spunta una nuova vittima. Il racconto davanti al giudice: «Mi ha ridotto al lastrico»

CHIETI. Si è impossessata di oltre 45.000 euro pagati dai clienti per andare in vacanza. La direttrice tecnica di un’agenzia di viaggi, Giovanna P., 60 anni, originaria di Francavilla al Mare e residente a Nocciano, è finita sotto processo davanti al giudice del tribunale di Chieti Maurizio Sacco: deve rispondere di appropriazione indebita continuata e pluriaggravata. Per l’accusa, la donna si faceva consegnare dai clienti quasi tutti i soldi in contanti, intascando le somme. Il titolare dell’agenzia, una volta ricevute le fatture dai fornitori (principalmente grandi compagnie di navigazione e tour operator), era di fatto costretto a coprire le spese per evitare di perdere rapporti di collaborazione e di lasciare senza viaggio chi aveva effettuato le prenotazioni e saldato regolarmente il conto. Ecco perché lo stesso titolare figura come «persona offesa» e ora, dopo essersi costituito parte civile attraverso l’avvocato Marco Femminella, chiede di essere risarcito. A condurre l’inchiesta sull’agente di viaggio infedele è stata la guardia di finanza di Chieti.
LA COLLABORAZIONE
La premessa è che il titolare dall’agenzia ha iniziato la collaborazione con Giovanna P. perché la legge prevede che le imprese del settore siano dotate di «una particolare figura professionale esterna per l’organizzazione dei viaggi, il cosiddetto direttore tecnico», iscritto all’albo regionale. Come concordato al momento della firma, spiega la vittima, «tutti i movimenti finanziari relativi sia all’attività turistica che al rapporto di collaborazione con Giovanna P. dovevano essere effettuati su uno specifico conto corrente».
I SOSPETTI E LA DENUNCIA
Dopo qualche settimana, sono iniziati i primi problemi, tant’è che – in più circostanze – il titolare è stato costretto «a effettuare bonifici per il rientro nel fido prelevando dal proprio conto corrente personale». Alla direttrice tecnica dell’agenzia è stato «espressamente ricordato», con tanto di mail, «l’impegno assunto e, in particolare, la necessità che quest’ultima redigesse apposite note contabili per la tracciabilità e la trasparenza delle operazioni compiute». Ma ogni raccomandazione è stata inutile. Finché il titolare dell’agenzia ha deciso di interrompere la collaborazione con Giovanna P. e presentare un esposto.
LE INDAGINI
I finanzieri hanno spulciato le fatture relative a crociere e viaggi all’estero, in primis in Thailandia. E i sospetti si sono dimostrati fondati. «L’imputata», è la conclusione alla quale è arrivato il pm Giuseppe Falasca, «s’impossessava a più riprese di complessivi 45.769,39 euro, provento dei pagamenti di “pacchetti viaggio” da parte dei clienti», fino al 20 agosto 2019.
LA TESTIMONE
Nell’ultima udienza, è stata ascoltata come testimone anche la titolare di un’altra agenzia di viaggi. «Giovanna P.», ha raccontato, «ha ridotto al verde anche me, procurandomi un danno di circa 50.000 euro, al punto tale da non potermi rivolgere neppure a un avvocato per farmi seguire». La prossima udienza, per sentire altri testimoni, è in programma il 22 aprile 2024; poi, ci sarà la sentenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA