Aggiudicata la gara per l’erbetta al Di Meco

I lavori a una ditta napoletana col ribasso del 31%. Verna: progetto in Lega per il via libera alle partite
ATESSA. È la napoletana Clp Costruzioni la ditta che si è aggiudicata i lavori per la sistemazione del campo in erba sintetica al Di Meco. I lavori per quello che sarà l’unico rettangolo da gioco in sintetico della città, dovrebbero partire dopo Ferragosto. La procedura di appalto si è così conclusa dopo mesi dalla gara. Il 5 marzo, mentre la pandemia toccava Lanciano con il primo caso, infatti, è stata pubblicata la manifestazione d’interesse a cui hanno partecipato ben 96 ditte. Ad aprile poi di 15 ditte in gara solo 7 hanno risposto e ora, dopo le verifiche visto che la ditta vincitrice presentava un’anomalia nell’offerta che aveva un ribasso del 31% sulla base d’asta di 500.000 euro, la gara si è chiusa.
«Tutto in regola, le verifiche sono state fatte e non ci sono problemi», assicura l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «adesso dobbiamo attendere i 30 giorni per eventuali ricorsi e poi possiamo consegnare il cantiere. Nel frattempo però abbiamo inviato il progetto alla Lega calcio per validarlo e ottenere l’omologazione così da risparmiare tempo. Il campo così si completerà visto che anche gli spogliatoi, realizzati da un paio di anni grazie a un progetto di riqualificazione del rione Santa Rita, sono stati collaudati».
Inseriti nel maxi bando da 2 milioni di euro che comprendeva anche altre opere (ad esempio il bocciodromo, due palazzi popolari) a Santa Rita, gli spogliatoi attendevano il collaudo che ora è arrivato assieme a quello dei due palazzi voluti dal Comune per alleviare l’emergenza abitativa che c’è in città. E per ridare comunque vita al rione dopo settimane di inferno. «Purtroppo con il Covid-19 i tempi di realizzazione del campo si sono allungati», riprende Verna, «speravamo di poterli avviare in estate così da avere il campo pronto per la ripresa del campionato; ora credo che slitterà per fine ottobre, ad allenamenti e campionati iniziati, se ci saranno».
Infatti il problema di non avere subito il campo, a settembre, sarebbe un disastro se tutte le società dovessero riprendere ad allenarsi considerando che già senza l’Esposito, smantellato per far posto all’arena degli eventi del nascente Central park Valente, si lottava per uno spazio appunto al Di Meco o a Re Di Coppe, visto che il Memmo era occupato dall’Athletic e dalla Virtus mentre il Biondi dal Lanciano 1920. Molte società sono emigrate a Rocca San Giovanni.
«Re di Coppe è agibile per gli allenamenti e sta arrivando anche l’omologazione», dice Verna, «per il Memmo c’è il problema delle tribune ma non del campo». E c’è poi l’incognita Biondi: con l’addio del presidente Fabio De Vincentiis si rischia la rescissione della convenzione tra Comune e società che era fino al 2022.
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