Aggredisce e perseguita la sorella Sotto accusa un medico di 63 anni

29 Gennaio 2023

Le scaglia addosso pezzi di legno, la spia con le telecamere e la insulta: «Io sono un dottore, tu niente» Ora il professionista è indagato per molestie: la donna 52enne ha presentato 7 denunce ai carabinieri

VASTO. Perseguitava la sorella di 52 anni, le scagliava contro pezzi di legno, la spiava con le telecamere e la insultava così: «Balena, hai l’Aids. Sei una delinquente. Io sono un dottore, tu non sei niente. Ladra». E poi minacce, molestie, lesioni, furto, danneggiamento aggravato e continuato. È quanto contestato dal sostituto procuratore Vincenzo Chirico a un medico del Vastese, 63 anni. Fatti, gravi e ripetuti che hanno spinto la Procura di Vasto a chiedere l’applicazione del Codice rosso. A novembre scorso, su disposizione del gip Fabrizio Pasquale, il medico era stato raggiunto dal divieto di avvicinamento nei luoghi abitualmente frequentati dalla sorella con il divieto di dimora in provincia di Chieti. Ieri, la procura ha comunicato all’indagato la conclusione delle indagini. Il difensore del professionista, l’avvocato Fiorenzo Cieri, ha tempo 20 giorni per presentare memorie difensive, produrre documenti a discolpa e chiedere un interrogatorio.
SVOLTA A OTTOBRE La sorella ha denunciato il 63enne per ben sette volte dall’inizio del 2022. L’ultima era stata il 13 ottobre scorso quando era finita in ospedale per la terza volta: i medici del pronto soccorso del San Pio avevano valutato le ferite guaribili in 30 giorni. La vita della donna, nell’ultimo anno, era diventata un inferno a causa delle continue prepotenze del fratello: aggressioni, violazioni di domicilio, danneggiamenti aggravati. Gli episodi sono stati accertati dai carabinieri della stazione di Scerni e riferiti alla Procura di Vasto. È stato proprio grazie al racconto dei carabinieri che il pm Chirico ha chiesto al gip l’applicazione del Codice rosso. La vittima, che è assistita dall’avvocato Guido Giangiacomo, ha vissuto un lungo incubo a cui hanno messo fine carabinieri e magistratura: «Sono infinitamente grata agli inquirenti. Grazie a loro sono tornata a vivere», le parole della 52enne.
SEQUENZA DI VIOLENZA Già a marzo dell’anno scorso, la donna aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare per il fratello o almeno il divieto di risiedere nello stesso comune; ad aprile la donna aveva presentato una seconda denuncia per violenza privata; a maggio un’altra querela per atti persecutori, furto, danneggiamento aggravato e continuato; altri atti persecutori sono stati denunciati a luglio; ad agosto, poi, la donna ha subito la distruzione della parete che divide la sua casa da quella del fratello; a settembre una nuova aggressione le è costata una prognosi di 25 giorni; a ottobre l’ultima con una prognosi ancora più grave, di 30 giorni. «Non è stato facile assicurare la tranquillità alla parte più debole», spiega l’avvocato Giangiacomo, «di fronte ai continui comportamenti volenti, anche se già ritenuti colpevoli con più sentenze».