Aggredisce una coppia col martello

Vasto, è ai domiciliari per usura ed estorsione ma va a Montenero e semina il panico: bloccato dalla polizia
VASTO. Era agli arresti domiciliari dal 30 aprile scorso, accusato di usura ed estorsione. Eppure è uscito di casa per raggiungere Montenero di Bisaccia e, dopo aver sfondato con un martello il portone di un condominio, ha minacciato di morte una coppia. Poi, ha distrutto una porta blindata e un’auto. Dopo ore di follia e paura, D.P. 47 anni di Vasto, è stato arrestato dalla polizia e portato nella casa circondariale di Velletri. Il protagonista della drammatica sequenza è uno dei 18 indagati nell’operazione Repulisti, partita dalla denuncia di una coppia di Vasto che a più riprese era stata vittima di usura, estorsione aggravata e sequestro di persona. Reati gravissimi scoperti dagli investigatori del commissariato di Vasto e della Mobile di Chieti. Il 30 aprile erano scattate sei misure cautelari tra Vasto, San Salvo e Gissi: secondo le accuse, D.P. e gli altri, approfittando dello stato di bisogno e delle difficoltà economiche delle vittime, a fronte di un prestito di 20mila euro, avrebbero preteso indietro una somma complessiva di 88.700 euro in contanti, oltre a uno scooter. L’indagato, annota il commissario Rosetta Di Santo, «non avrebbe esitato in concorso con altri a sequestrare in almeno tre occasioni, per alcune ore, la compagna della vittima, rilasciandola solo dopo aver ottenuto la somma voluta. In un’altra occasione, dalle minacce la gang era passata ai fatti. Entrando a casa dei genitori di una vittima, alla presenza di questi ultimi, dopo aver colpito con un pugno al volto il figlio, gli poggiavano una pistola alla gamba minacciando di far fuoco qualora non avessero consegnato tremila euro. Terrorizzati, i genitori il giorno seguente avevano consegnavano la somma».
Dopo un breve periodo di detenzione, D.P. era riuscito ad ottenere gli arresti domiciliari. La polizia tuttavia lo ha tenuto d’occhio. Gli agenti temevano che potesse commettere altri reati e i timori si sono rivelati fondati. «D.P. ha violato le prescrizioni della detenzione domiciliare», dice Di Santo, «ha lasciato il luogo dove era ai domiciliari e ha raggiunto Montenero di Bisaccia. Dopo aver sfondato la porta d’ingresso di un condominio con un martello , distruggendo anche molto altro, ha minacciava di morte una coppia del posto». Di qui, l’aggravamento della misura cautelare.

