Aggredito all’uscita di scuola: sedicenne preso a morsi in faccia

A ferirlo è stato uno studente di 18 anni che frequenta il Luigi di Savoia: i motivi restano un mistero Il ragazzino ha chiesto aiuto a una pattuglia dei carabinieri, poi lo hanno medicato gli operatori del 118
CHIETI. Aggredito con un morso in faccia all’uscita di scuola. Un ragazzino di 16 anni che frequenta l’istituto industriale Luigi di Savoia è stato ferito da uno studente appena maggiorenne. Le sue condizioni non sono gravi, ma la vicenda è destinata ad arrivare in un’aula di tribunale. Sono già in corso le indagini dei carabinieri per definire il contesto in cui si è verificato l’allarmante caso di violenza, che avrebbe potuto avere ben altre conseguenze. Bisognerà anzitutto verificare se si sia trattato di un singolo episodio oppure della punta dell’iceberg di una storia di bullismo. Così come sono da accertare i motivi che hanno fatto degenerare la lite scoppiata all’esterno dell’istituto scolastico più grande della città, con i suoi circa 1.700 studenti. Tutto è cominciato venerdì, nel primo pomeriggio, quando il sedicenne era già tornato a Francavilla, dove vive con la famiglia. Mentre si trovava in strada, lungo viale Alcione, la vittima ha richiamato l’attenzione di una pattuglia dei carabinieri che stava transitando proprio in quel momento. Sul volto, il ragazzino aveva i chiari segni di un pestaggio, in particolare di un morso. I militari hanno subito allertato il 118: gli operatori sanitari, arrivati con un’ambulanza, hanno medicato sul posto il ferito, che però ha scelto di non farsi accompagnare in pronto soccorso, almeno nell’immediatezza. Nel frattempo, sono stati avvisati i genitori del minorenne. I primi accertamenti hanno consentito di fissare le principali coordinate della vicenda. Il sedicenne, meno di un’ora e mezza prima, era stato preso di mira fuori dai cancelli delle Industriali, in via Gaetani dell’Aquila D’Aragona. Quel che è certo è che nessun testimone ha ritenuto opportuno telefonare alle forze dell’ordine oppure segnalare quanto stava accadendo ai docenti. Non è da escludere – ma, almeno momento, è solo un’ipotesi – che già in passato ci siano stati motivi di discussione e di tensione tra vittima e aggressore.
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