«Aggredito alle giostre con una pistola»

9 Maggio 2019

Denuncia di un 41enne: picchiato in testa dopo un giro sull’autoscontro con mio figlio. Scatta l’indagine dei carabinieri

CHIETI. «Ero al luna park insieme a mio figlio quando uno sconosciuto mi ha colpito con il calcio di una pistola». I carabinieri indagano sull’episodio denunciato da un uomo di 41 anni, residente a Bucchianico, finito in ospedale con una ferita alla testa. Il fatto è avvenuto martedì, intorno alle 22.30, nel piazzale dello stadio Guido Angelini dove si trovano le giostre allestite per la festa di San Giustino.
L’uomo ha raccontato che stava trascorrendo una serata in assoluta spensieratezza in compagnia del figlio minorenne. Tutto è andato per il meglio fino a quando, dopo un giro sugli autoscontri, è scattato il pestaggio. Il 41enne ha riferito di essere stato sorpreso alle spalle da un giovane, mai visto prima, che lo ha colpito alla testa con il calcio di una pistola senza dire una parola. L’aggressore, sempre in base alla denuncia, è stato bloccato da una donna che si trovava con lui per poi fare perdere le tracce, nel giro di pochi secondi, allontanandosi a piedi. A quel punto è partita la chiamata al 112. Sul posto si sono precipitati i militari dell’Arma, che hanno subito avviato gli accertamenti e raccolto testimonianze. Dopo le prime cure in viale Abruzzo, l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso del Santissima Annunziata con l’ambulanza del 118. I medici gli hanno diagnosticato un trauma cranico con ferita lacero contusa: ne avrà per almeno una settimana.
Il 41enne ha assicurato di non aver avuto alcuna discussione né di conoscere il ragazzo che si è scagliato contro di lui. In ogni caso, ha fornito agli investigatori un primo identikit dell’aggressore. Impossibile affermare con certezza se l’arma fosse vera. Considerando che l’agguato è avvenuto in un luna park, non è da escludere che possa essere una pistola giocattolo vinta alle giostre. Al momento, però, si tratta solo di ipotesi. Ora i carabinieri indagano per scoprire il possibile movente di un’aggressione che, almeno all’apparenza, non avrebbe spiegazioni. Quando è partito il pestaggio, nel parcheggio dello stadio c’erano poche persone e nessuna di queste ha visto un giovane girare armato.