«Aiuti alle aziende con idee innovative»

CHIETI. «Un’età media salita a 46 anni e mezzo: significa che in città ci sono oltre 221 anziani ogni 100 giovani. Il dato più significativo e drammatico, tuttavia, è il cosiddetto “indice di...
CHIETI. «Un’età media salita a 46 anni e mezzo: significa che in città ci sono oltre 221 anziani ogni 100 giovani. Il dato più significativo e drammatico, tuttavia, è il cosiddetto “indice di dipendenza strutturale”: ossia in termini numerici a Chieti ci sono 57 persone a carico ogni 100 persone che lavorano. Sono cifre da emergenza sociale, economica e socio sanitaria» È l’analisi presentata da Andrea Buracchio, coordinatore provinciale dell’Udc, che ha elaborato i dati Istat relativi a Chieti per il 2016. Una fotografia del diffuso disagio economico-occupazionale, che segue la preoccupata relazione dell’assessore alle politiche sociali, Emilia De Matteo. «Il Comune interviene con i suoi fondi per dare una mano alle famiglie o chi è solo. Nella mia analisi, invece, scandaglio il versante del lavoro», spiega Buracchio, che punta a creare condizioni migliori con sostegni economici a giovani e imprese innovative che guardano con interesse a Chieti e al suo territorio.
«Chieti vive una situazione delicata che impone una presa di responsabilità delle classi dirigenti a ogni livello, da quella istituzionale a quella economica imprenditoriale a quella socio sanitaria. Non possiamo rimanere senza proposte: dobbiamo alzare il livello di conoscenza dei problemi per avere soluzioni migliori. Non saranno scelte a portata di mano, ma possiamo gettare le basi per aprire un fronte di dialogo e richieste da sottoporre alla Regione e al governo», propone Buracchio, che si sofferma ancora sul rapporto tra età media e lavoro. «I dati spiegano come a Chieti in pochi anni la situazione lavorativa abbia subito un salto negativo. L’indice di ricambio della popolazione attiva mostra che abbiamo lavoratori in ogni comparto che sono anziani, mentre i giovani fanno fatica a inserirsi nel mondo occupazionale». Eppure per Buracchio la città può invertire la rotta. «Chieti può puntare al rilancio: abbiamo l’università, centri di eccellenza per cultura, storia, commercio e industria, ma la chiave di volta è l’innovazione. Con Camera di commercio, Confindustria, associazioni di artigianato, commercio e agricoltura, possiamo incentivare con borse di studio, sostegno economico diretto e microcredito, le piccole imprese e i giovani con idee nuove e concrete».

