Aiuti per famiglie e negozi 100mila euro di buoni spesa

18 Luglio 2020

Conto alla rovescia per i bandi del Comune: i voucher si potranno spendere anche in trattorie, pizzerie, ottica, parrucchieri, abbigliamento e calzolai

LANCIANO. L’assessorato alle Politiche sociali è pronto ad emanare il bando per aiutare le famiglie in difficoltà e ridare una scossa al commercio cittadino, dilaniati dall’emergenza economica da Covid-19. La misura economica, con l’innesto di 100mila euro di fondi comunali, prelevati dal fondo di riserva, era stata presentata agli inizi di giugno. Da allora gli uffici comunali delle Politiche sociali sono al lavoro per identificare e gestire la platea delle domande di famiglie e commercianti e preparare i bandi per la distribuzione dei voucher. A giorni i bandi, che nel frattempo stanno per avere l’approvazione in giunta, saranno operativi.
L’idea è quella di destinare dei bonus alle famiglie bisognose da spendere nei negozi di vicinato: una soluzione che consente di far tirare il fiato sia alle famiglie che ai commercianti colpiti duramente dagli oltre due mesi di lockdown e dagli effetti che ne sono scaturiti con una crisi economica senza precedenti. L’assessore alle Politiche sociali Dora Bendotti nei giorni scorsi si è confrontata anche con le associazioni di categoria dei commercianti per presentare la bozza di bando a cui si era giunti: «Abbiamo ritenuto fondamentale in questo momento storico, trovare strategie e iniziative propedeutiche alla ripresa dell’economia locale», spiega, «per questo abbiamo voluto parlarne con gli operatori economici. La cosa positiva di questa misura è che si è riusciti a mettere in campo un lavoro corale a cui hanno partecipato tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di minoranza, per il raggiungimento di un unico obiettivo: la rinascita del nostro tessuto socio-economico».
La misura prevede la consegna di voucher del valore di 20 euro per un ammontare massimo di 150-200 euro a famiglia. I voucher andranno spesi nei negozi di vicinato per l’acquisto di beni e servizi come abbigliamento, calzature, materiale scolastico. La particolarità del provvedimento sta anche nel fatto che sono state scelte con cura le categorie del commercio, privilegiando gli esercizi che non avevano il codice Ateco e che non hanno potuto lavorare durante il lockdown. Spazio quindi a negozi di abbigliamento, calzature, intimo e merceria, informatica (ma solo per acquisto o riparazione di strumenti informatici), ottica (ad esclusione per occhiali da sole), librerie, cartolerie. Ancora, si potrà usufruire del servizio di barbieri e parrucchieri (solo taglio, lavaggio e piega), farmacia, parafarmacia per prodotti specifici per infanzia, calzolai e, tra gli esercenti, pizzerie al taglio, gastronomia, piadineria, ristoranti, pub, trattorie e bar solo per l'asporto. In totale lo sforzo economico del settore Politiche sociali per l’emergenza Covid è stato di 250mila euro, tra cui si contano i finanziamenti di 50mila euro di sussidi e contributi alle famiglie e 50mila euro per colonie estive.