Al Burraco-Ail vincono due universitarie

24 Febbraio 2016

CHIETI. Sono due studentesse di Medicina le vincitrici della seconda edizione del Torneo di Burraco Ail, che si è tenuto all'hotel Sole, a Montesilvano (Pescara). Ad aggiudicarsi una cena per due...

CHIETI. Sono due studentesse di Medicina le vincitrici della seconda edizione del Torneo di Burraco Ail, che si è tenuto all'hotel Sole, a Montesilvano (Pescara). Ad aggiudicarsi una cena per due persone in un ristorante di Pescara sono state Francesca Annese, di Bari e Chiara Antico, di Lecce, entrambe di 21 anni, iscritte all'Università "G. d'Annunzio" di Chieti.

Felici e anche piuttosto sorprese per la bella vittoria, le ragazze hanno ricevuto il premio dal presidente della sezione interprovinciale Pescara-Teramo dell'Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, Domenico Cappuccilli, dal vice sindaco di Montesilvano e assessore allo Sport, Ottavio De Martinis e dall'arbitro, Attilio Petti.

«Abbiamo sempre giocato a casa, mai in un torneo» hanno spiegato le studentesse «siamo davvero contente di esserci classificate al primo posto in questa competizione e di esserci iscritte poiché in questo modo abbiamo dato un piccolo contributo all'Ail, un'associazione che svolge attività molto importanti nell'assistenza ai malati ematologici».Al secondo posto si è classificata Valeria Colasacco, di Pescara che ha vinto una cena per quattro persone in una braceria, mentre il terzo posto è andato a Maria Melideo, 59 anni, di Chieti Scalo che ha giocato con la figlia Cristina Marino, di 31 anni, aggiudicandosi un cesto di prodotti tipici.

«Il torneo è stato un successo» ha commentato Cappuccilli «hanno partecipato 200 persone che si sono iscritte rispondendo all'appello delle nostre volontarie. Grazie a loro e a tutti gli sponsor siamo riusciti a raccogliere 2.500 euro che saranno utilizzati per far fronte ai costi di Casa Ail e per l'assistenza ai pazienti ematologici. La vera forza della nostra associazione» ha concluso «sono i volontari e le persone che ci dimostrano, il loro affetto». (y.f.)