Al Cup c’è un solo addetto File interminabili e disagi

Utenti esasperati al distretto di via Michetti: critica la fascia oraria 10,30-11,30 Il servizio dal primo gennaio dato in gestione dalla Asl provinciale ai privati
VASTO. File interminabili e utenti arrabbiati. Aumentano i disagi per chi ha necessità di prenotare una visita, un accertamento diagnostico o pagare il ticket. Dal 1° gennaio scorso gli addetti al Cup (Centro unico di prenotazione) del distretto sanitario di via Michetti, sono stati dimezzati. Oggi a far fronte a una utenza giornaliera che si aggira sulle duecento persone, c’è un solo operatore. L’altro è stato spostato altrove. La fascia oraria più critica va dalle 10,30 alle 11,30. I tempi di attesa si prolungano, il servizio peggiora nonostante la buona volontà dell’unico addetto allo sportello e gli utenti si lamentano. E a ragion veduta: le loro proteste sono più che giustificate. Insomma, quella che era stata presentata come una “rivoluzione” per migliorare il servizio ai cittadini, si sta rivelando un’operazione che presta il fianco a diverse critiche. È successo che dal primo dell’anno è scattata la esternalizzazione del Cup, la cui gestione è stata affidata a un raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Gpi di Trento, del quale fanno parte il Consorzio cooperative di Lanciano, il Consorzio Target e la Exprivia spa di Roma, che si è aggiudicato l’appalto d’oro dei Cup delle asl abruzzesi. Il servizio sarebbe dovuto migliorare, invece in alcuni casi è peggiorato. Ne sono convinte le centinaia di utenti che si rivolgono ogni giorno al distretto sanitario di base di via Michetti. E che per prenotare una visita specialistica impiegano ore. Spesso a fare la fila sono persone anziane, che prima di mettersi in coda davanti allo sportello hanno già fatto una lunga anticamera dal medico curante per ottenere l’impegnativa.
«L’addetta è molto competente, ma da sola non ce la fa», commentano alcuni cittadini, «lei svolge un lavoro massacrante e gli utenti, costretti a fare file più lunghe, manifestano il loro disappunto nei confronti dell’operatrice e della stessa Asl. Impossibile far funzionare il servizio con un solo addetto. Ci vogliono almeno due operatori».
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