Al Festival le bontà dell’Abruzzo

Lo chef D’Ovidio porta a Sanremo i piatti tipici della cucina regionale
CASTEL FRENTANO. La cucina abruzzese sarà protagonista a Sanremo con lo chef Adriano D'Ovidio per il sesto anno consecutivo. Nella "Città dei fiori", sede della sessantanovesima edizione del Festival della canzone italiana che si svolgerà dal 5 al 9 febbraio, D’Ovidio, che vive a Castel Frentano ed è titolare del ristorante albergo "La Furnacelle" di Lanciano, porterà prodotti tipici locali oltre alla sua bravura. D'Ovidio, 45 anni, sposato, due figli, ha svolto i suoi studi a Villa Santa Maria nel rinomato istituto “Marchitelli”. Diverse sono state le sue esperienze «in giro per il mondo», come ama dire, tra le quali consulenza e formazione di cucina tipica abruzzese negli Emirati Arabi.
«La cucina italiana è nota in tutto il mondo e io vado a insegnare quelle che sono le basi, l’essenza, di questa cucina. Negli Emirati Arabi particolarmente apprezzati sono i funghi e i tartufi ma non disdegnano anche pizze e foje, lu rintrocele, sagnette e fagioli, arrosticini. In ogni posto che vado non può mancare il bocconotto castellino, il principe dei dolci, quello tradizionale: uno scrigno di bontà che sta bene sia sulle nostre tavole e sia su quelle dei principi arabi».
A Sanremo, lo chef D'Ovidio opererà all'interno di Casa Sanremo, il cui referente per l'Abruzzo è Danilo Daita. «Parto domani mattina mi devo mettere subito all'opera. Da lunedì a sabato, tutte le mattine, ci sarà il "benvenuto di degustazione" con i prodotti tipici abruzzesi-castellini; i pomeriggi di martedì e venerdì ci saranno due cooking, cioè farò vedere la preparazione dalla “a alla z”, di pallotte cace e ove e del rintrocilio; da lunedì a sabato, la sera, cucinerò per i cantanti». I piatti saranno realizzati con prodotti messi a disposizione da alcune aziende, come quella di Giovina Tucci, di Lanciano, che fornisce ghiottonerie sott'olio e pomodori, e quella di Lobosco di Castel Frentano che fornisce i propri bocconotti tradizionali. D’Ovidio che è primo chef del Cram (Consiglio regionale abruzzesi nel mondo) in occasione di manifestazioni all'estero è anche impegnato nel sociale. «Sono chef anche durante le emergenze, come quelle sismiche, allestendo cucine da campo, sono stato a Illica, Amatrice, L'Aquila. Anche quella è una partecipazione per alleviare i problemi delle persone».
Matteo Del Nobile
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