«Al sacrario nessun degrado Area ripulita in 4 giorni»

TARANTA PELIGNA. Il sacrario di guerra della Brigata Maiella non è affatto «tra degrado e abbandono». Lo dice il sindaco Marcello Di Martino rispondendo pacatamente alle polemiche innescate da una...
TARANTA PELIGNA. Il sacrario di guerra della Brigata Maiella non è affatto «tra degrado e abbandono». Lo dice il sindaco Marcello Di Martino rispondendo pacatamente alle polemiche innescate da una cittadina di Lama dei Peligni, la storica Daniela Spadaro, che accusa di incuria e abbandono l’interno della cappella del sacrario nella mattina stessa della manifestazione del 25 aprile.
«Sono informazioni del tutto prive di fondamento», replica Di Martino, «in quanto il sacrario, che l’anno prossimo compirà quarant'anni di esistenza, e l’area circostante, curati costantemente dal Comune di Taranta Peligna, sono stati oggetto di accurato e minuzioso lavoro di pulitura nei giorni che hanno preceduto la riuscita cerimonia celebrata nel corso della mattinata di tre giorni fa».
Il sindaco Di Martino precisa che una squadra di lavoratori operai, «composta da quattro persone, per quattro giorni ha lavorato alacremente per rendere tutta l’area dignitosa e accogliente per una manifestazione così importante per tutto il territorio dell’Alta Valle dell’Aventino. Anche l’interno della cappella», aggiunge Di Martino, «è stato reso ospitale e pulito, con le foto dei partigiani, messe a disposizione dai parenti, in ordine e sistemate sulle superfici laterali al di sopra della lapidi. Il sacrario», conclude il primo cittadino, «non è un museo, dove raccogliere informazioni strutturate sulla lotta partigiana, ma un luogo di raccoglimento e, per chi crede, di preghiera».
Al sacrario si accede percorrendo un viale ricavato da un tratto dismesso della vecchia statale 84 compreso un traforo di epoca borbonica, di lato alla nuova galleria che poco dopo sfiora l’accesso alla stazione-base della Grotta del Cavallone. Il Comune di Taranta ha progettato un intervento sul vecchio traforo dove poter installare materiali strutturati sulla Brigata Maiella e sul Secondo conflitto mondiale. È un progetto, dicono al Comune, che punta alla fruizione storica di questo luogo.
Gino Melchiorre
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