Alberi pericolanti e già morti Ecco il piano degli agronomi

LANCIANO. Alberi pericolanti, cariati, secchi, pericolosamente inclinati oppure già morti. Sono centinaia le piante che abbelliscono la città, ma non tutte godono di ottima salute, anzi, basta far...
LANCIANO. Alberi pericolanti, cariati, secchi, pericolosamente inclinati oppure già morti. Sono centinaia le piante che abbelliscono la città, ma non tutte godono di ottima salute, anzi, basta far caso più da vicino ai rami o agli arbusti che si incrociano ogni giorno sui marciapiedi o nei parchi pubblici per notare delle profonde ferite e vistose anomalie. La maggior parte dei casi di danneggiamento o di malattia delle piante è dovuta a una non corretta manutenzione del verde urbano e a potature stagionali errate. La Federazione regionale degli ordini degli Agronomi e Forestali proprio recentemente aveva fatto un appello all’amministrazione comunale per un censimento di tutto il verde urbano. E qualcosa si muove. Il Comune, in un recente incontro con il presidente regionale della federazione, Mario Di Pardo, ha espresso la volontà di effettuare un censimento costituendo dei gruppi di lavoro (studenti, componenti di associazioni e componenti della consulta dell’ambiente) guidati da un professionista agronomo o forestale, pagato dal Comune come tale, e ognuno nel rispetto delle proprie competenze. Ad esempio gli studenti dell’istituto per geometri potrebbero coadiuvare il professionista nelle misurazioni e registrazione dati, altri studenti, invece, potrebbero realizzare le targhette da affiggere sulle piante, altri contribuire all’elaborazione dati su computer.
«L’Ordine», spiega Di Pardo, «ha dato la sua massima disponibilità alla collaborazione. La prima fase è già stata avviata: il Comune deve individuare l’area da inventariare indicando le singole strade, successivamente verranno costituiti i gruppi di lavoro e trovati i dottori agronomi o forestali che guideranno i gruppi stessi». L’ “inventario” si annuncia lungo e impegnativo. Per citare solo qualche esempio, su via Rosato, nel parco nei pressi della rotonda di Ferro di Cavallo, c’è un’acacia morta, con presenza di insetti demolitori del legno morto, e pericolosa perché potrebbe collassare. Ancora, in via Piave c’è un albero inclinato, con una lesione sul tronco, ad alto rischio caduta. In piazza Plebiscito un albero è “appoggiato” su un chioschetto. Bisognerebbe alleggerire la chioma e controllare l’inclinazione della pianta per capire se è in grado di restare in piedi. Ci sono poi i tigli che, se potati male, possono ammalarsi ed essere attaccati da insetti producendo la fastidiosissima melata. «Speriamo di partire al più presto», ribadisce Di Pardo, «perché il lavoro sarà lungo. Dopo il primo censimento saranno individuate le piante ad alto rischio sulle quali verrà effettuata un’analisi più attenta per decidere eventuali cure o sostituzioni».
Daria De Laurentiis
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