Alfagomma, nessuna schiarita sul ritorno di dieci dipendenti

I sindacati dopo il confronto: «Tante buone intenzioni, ma è stato un altro incontro interlocutorio» Cgil, Cisl e Uil perplessi di fronte all’ottimismo della proprietà sulla sperimentazione di nuovi prototipi
ORTONA. Tante buone intenzioni, ma poco di concreto. L’incontro di ieri con la proprietà dell’Alfagomma non ha soddisfatto granché i rappresentanti dei sindacati, che chiedevano certezze sulle prospettive dello stabilimento ex Yokohama e sulla riassunzione di dieci lavoratori che, a due anni dal passaggio di mano dell’insediamento di contrada Tamarete, restano ancora fuori.
Al confronto con l’azienda hanno preso parte Carlo Petaccia della Filctem-Cgil, Ettore Di Natale della Femca-Cisl e Riccardo De Feo della Uiltec-Uil. «Durante la discussione sono state manifestate tante buone intenzioni», affermano i tre sindacalisti, «cose che erano state ribadite anche nel precedente incontro con la Regione, ma non ci è sembrato di riscontrare nulla di concreto, perché non ci sono state effettive novità sulla riassunzione di dieci dipendenti che noi come sindacati reclamiamo».
Anche per quanto riguarda le prospettive dello stabilimento, i rappresentanti dei lavoratori non si ritengono soddisfatti: «È tutto da verificare», ritengono Petaccia, Di Natale e De Feo, «non sono state indicate date né scadenze, ma è stato in sostanza detto che l’azienda terrà in considerazione i lavoratori quando l’andamento del mercato lo consentirà». Una considerazione che, in sostanza, secondo i tre sindacalisti, può voler dire tutto e nulla. Per questo quello di ieri viene considerato «l’ennesimo incontro interlocutorio», dopo il quale «ci saranno altri passaggi coinvolgendo anche il Comune e la Regione, perché la nostra intenzione è quella di “stargli addosso” fino a quando non sarà trovata una soluzione anche per l’ultimo lavoratore».
«L’azienda ha manifestato ottimismo», fanno tuttavia notare i rappresentanti sindacali, «parlando dei primi riscontri positivi per alcuni prototipi che stanno sperimentando: ma anche questo al momento non è un dato che fornisce certezze. Cosa succederà concretamente per i lavoratori se questi prototipi non verranno scelti dai clienti e non avranno successo sul mercato?».
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