Alimonti: oggi vertice Regione, Cisl critica

15 Settembre 2014

All’incontro l’assessore Lolli sarà assente. Pescara: nessuna strategia per cercare acquirenti

ORTONA. Si torna questa mattina intorno al tavolo regionale della vertenza Alimonti voluto dal sottosegretario alla Presidenza Camillo D'Alessandro. Ma alla riunione di mezzogiorno nella sede di rappresentanza di viale Bovio a Pescara non siederà alcun rappresentante dell'assessorato alle Attività produttive. É già prevista, come avvenne a luglio, l'assenza del vice presidente e assessore Giovanni Lolli. Un segnale che nell'ambiente sindacale viene interpretato come un presagio sinistro. A dare voce al disappunto che serpeggia tra i poco più di cinquanta dipendenti superstiti dello stabilimento ortonese dell'ex colosso italiano delle farine alimentari è Franco Pescara, segretario regionale di Fai-Cisl. «Se il nome di Lolli non compare», attacca Pescara, «sappiamo d'altra parte che è prevista la presenza di dirigenti e funzionari specialisti in procedure di cassa integrazione. Come dire», prosegue, «che si punta semplicemente all'ipotesi di prolungare ulteriormente gli ammortizzatori sociali, che in sè è comunque un obiettivo necessario, mentre rileviamo l'inesistenza di iniziative strategiche come la ricerca di imprenditori o cordate disposti a acquistare lo stabilimento Alimonti». Una considerazione amara cui Pescara fa però seguire «l'apprezzamento dei lavoratori e del sindacato per l'opera meritoria e paziente messa in campo da D'Alessandro, finora l'unico interlocutore politico a agire nella convinzione che dalla lunga vertenza Alimonti si può e anzi si deve uscire». «Fin dall'apertura del canale istituzionale», annota il segretario regionale di Fai, «i lavoratori si attendevano una convocazione al ministero del Lavoro a Roma, dove avremmo potuto discutere con interlocutori disposti a rilevare l'azienda». Scenario nel frattempo cambiato, però, visto che a luglio si è tenuta la prima asta del concordato preventivo andata però deserta. E domani c'è la seconda tornata, sempre allo studio notarile Plasmati a Chieti, dove però le eventuali offerte sono limitate all'acquisto della proprietà, mentre a luglio era possibile concorrere anche per l'acquisizione in gestione dello stabilimento di Caldari, la cui valutazione è nel frattempo scesa intorno ai 50 milioni di euro. «É fondamentale», chiarisce Pescara, «che per contrastare l'effetto di altre aste che potrebbero andare deserte venga prorogata la cigs almeno fino a dicembre». (f.b.)

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